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Le nuove indicazioni offrono notevoli snodi di riflessioni utili per avviare nelle scuole gruppi di ricerca- azione che permettono agli insegnanti di confrontarsi e riflettere su nuove conoscenze e conoscenze consolidate, su “buone pratiche” e pratiche ripetitive, su modi di insegnare e di apprendere rimettendo in gioco competenze, metodologie e relazionalità. Costruire un curricolo comporta operare e condividere scelte culturali,psico-pedagogiche e metodologiche, comporta altresì la predisposizione di contesti motivati e motivanti, l’ integrazione delle diversità e un accurato lavoro sulle relazioni. Il curricolo è quindi frutto di cooperazione e di condivisione e mira alla co-costruzione di conoscenze attraverso una triangolazione necessaria tra discenti, docenti e saperi del mondo. Pertanto gli insegnanti tornano a lavorare sui valori educativi, sulle proprie convinzioni, sui loro saperi, sulle proprie “pratiche”, ma anche sulla mediazione, evoluzione, revisione dei saperi e sulle modalità efficaci per attivare processi di conoscenza. La conoscenza non si ha con la frammentazione dei saperi, ma con l’unione, attraverso la costruzione di reti semantiche. Gli insegnanti, quindi, insieme possono ricercare strategie utili affinché soggetti portatori di cultura, di stili, di differenze possano, attraverso il confronto di conoscenze, di ragionamenti e di ipotesi, costruire reti e mappe semantiche. Le mappe intrecciano aspetti individuali, sociali, culturali, scientifici con percorsi a zig-zag, con andirivieni da un livello all’altro. Nella scuola, pertanto, è necessario seguitare a lavorare sulle competenze disciplinari perché ci forniscono strumenti necessari per capire e operare interconnessioni, tessiture partendo dalla problematizzazione della realtà. La scuola promuove una “ecologia della conoscenza” come occasione di incontro tra più linguaggi, tra più intelligenze, tra più culture. Le conoscenze disciplinari ( i contenuti, i linguaggi,i metodi, i dispositivi metacognitivi, la dimensione euristica…) si coniugano tra loro generando una conoscenza complessa che consente di riunire ciò che in precedenza si era diviso. Le strategie didattiche da ricercare mirano a motivare un soggetto ad acquisire chiavi di lettura perché gli sono necessari per capire e vivere meglio la complessità del reale in cui è immerso. Le competenze, sia disciplinari che trasversali, non sono risultati finali ma acquisizioni di processi, di abilità per costruire connessioni. Bisogna far sentire l’urgenza agli insegnanti di tornare a lavorare su nodi problematici, facendo emergere le conoscenze, confrontarle, lavorare su ipotesi ed elaborazioni mettendo in evidenza nessi ,interrelazioni, mappe. Solo così si può arrivare ad una reale incorporazione degli apparati disciplinari intesi come cassette di utensili mentali. E’ necessario far emergere dalle discipline l’aspetto formativo, procedendo da nuclei tematici trasversali lavorando, nel contempo, sui nuclei fondanti della disciplina. La disciplina è un messaggio, uno sguardo sul mondo, frutto di una selezione e organizzazione particolari, ma è UNO sguardo che ha bisogno di intrecciarsi con altri punti di vista (altre discipline) se vuole aiutare il soggetto a vivere positivamente nel mondo, altrimenti le discipline vengono percepite come meri formalismi avulsi dal reale che seguiteranno a generare in discenti e docenti demotivazione e frustrazione perchè non capiscono il senso ,gli uni della loro fatica di imparare e gli altri di insegnare. Le discipline sono chiavi per leggere l’esperienza, sono occhiali per osservare la realtà, sono strumenti finalizzati ad accrescere intelligenza, se interconnesse…A scuola non possiamo introdurre steccati! Le alleanze e le connessioni tra campi di esperienze, tra più aree disciplinari, tra discipline ci permettono di affrontare problemi complessi che sono i problemi con cui dobbiamo misurarci ogni giorno. La scuola, quindi, deve contribuire alla formazione di persone capaci di cogliere l’essenza delle cose e di attribuire senso e significato attraverso l’ azione. Persone capaci di elaborazioni mentali originali, abituate ad utilizzare le strutture cognitive per creare reti e mappe semantiche. Per questo è necessario lavorare sulla relazione tra sapere unitario e sapere differenziato disciplinare , sulla riannessione della teoria nei territori della pratica creando “una nuova alleanza tra scienza, storia, discipline umanistiche e tecnologia”. |