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Le
relazioni fra il microcosmo personale e il macrocosmo dell’umanità e
del pianeta oggi devono essere intese in un duplice senso. Da un lato
tutto ciò che accade nel mondo influenza la vita di ogni persona;
dall’altro, ogni persona tiene nelle sue stesse mani una responsabilità
unica e singolare nei confronti del futuro dell’umanità. La
scuola può e deve educare a questa consapevolezza e a questa
responsabilità i bambini e gli adolescenti, in tutte le fasi della loro
formazione. A questo scopo il bisogno di conoscenze degli studenti non si
soddisfa con il semplice accumulo di tante informazioni in vari campi, ma
solo con il pieno dominio dei singoli ambiti disciplinari e,
contemporaneamente, con l’elaborazione delle loro molteplici
connessioni. È quindi decisiva una nuova alleanza fra scienza, storia,
discipline umanistiche, arti e tecnologia, in grado di delineare la
prospettiva di un nuovo umanesimo. In
tale prospettiva, la scuola potrà perseguire alcuni obiettivi, oggi
prioritari: –
insegnare a ricomporre i
grandi oggetti della conoscenza l’universo, il pianeta, la natura, la
vita, l’umanità, la società, il corpo, la mente, la sto ria in una
prospettiva complessa, volta cioè a superare la frammentazione delle
discipline e a integrarle in nuovi quadri d’insieme. –
promuovere i saperi propri
di un nuovo umanesimo: la capacità di cogliere gli aspetti essenziali dei
problemi; la capacità di comprendere le implicazioni, per la condizione
umana, degli inediti sviluppi delle scienze e delle tecnologie; la capacità
di valutare i limiti e le possibilità delle conoscen ze; la capacità di
vivere e di agire in un mondo in continuo cambiamento. –
diffondere la consapevolezza
che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (il degrado
ambientale, il caos climatico, le crisi energetiche, la distribuzione
ineguale delle risorse, la salute e la malattia, l’incontro e il
confronto di culture e di religioni, i dilemmi bioetici, la ricerca di una
nuova qualità della vita) possono essere affrontati e risolti attraverso
una stretta collaborazione non solo fra le nazioni, ma anche fra le
discipline e fra le culture. Tutti
questi obiettivi possono essere realizzati sin dalle prime fasi della
formazione degli alunni. L’esperimento, la manipolazione, il gioco, la
narrazione, le espressioni artistiche e musicali sono infatti altrettante
occasioni privilegiate per apprendere per via pratica quello che
successivamente dovrà essere fatto oggetto di più elaborate conoscenze
teoriche e sperimentali. Nel contempo, lo studio dei contesti storici,
sociali, culturali nei quali si sono sviluppate le conoscenze è
condizione di una loro piena comprensione. Inoltre, le esperienze
personali che i bambini e gli adolescenti hanno degli aspetti a loro
prossimi della natura, della cultura, della società e della storia sono
una via di accesso importante per la sensibilizzazione ai problemi più
generali e per la conoscenza di orizzonti più estesi nello spazio e nel
tempo. Ma condizione indispensabile per raggiungere questo obiettivo è
ricostrui re insieme agli studenti le coordinate spaziali e temporali
necessarie per comprendere la loro collocazione rispetto agli spazi e ai
tempi assai ampi della geografia e della storia umana, così come rispetto
agli spazi e ai tempi ancora più ampi della natura e del cosmo. Definire
un tale quadro d’insieme è compito sia della formazione scientifica
(chi sono e dove sono io nell’universo, sulla terra, nell’evoluzione?)
sia della formazione umanistica (chi sono e dove sono io nelle culture
umane, nelle società, nella storia?). Negli ultimi decenni, infatti,
discipline una volta distanti hanno collaborato nel ricostruire un albero
genealogico delle popolazioni umane e nel tracciare i tempi e i percorsi
delle grandi migrazioni con cui il pianeta è stato popolato. La genetica,
la linguistica, l’archeologia, l’antropologia, la climatologia, la
storia comparata dei miti e delle religioni hanno cominciato a delineare
una storia globale dell’umanità. Da parte loro, la filosofia, le arti,
l’economia, la storia delle idee, delle società, delle scienze e delle
tecnologie stanno mettendo in evidenza come le popolazioni umane abbiano
sempre comunicato fra loro e come le innovazioni materiali e culturali
siano sempre state prodotte da una lunga storia di scambi, interazioni,
tradizioni. A loro volta, le scienze del vivente oggi allargano ancora di
più questo quadro: le collaborazioni fra genetica, paleontologia,
embriologia, ecologia, etologia, geologia, biochimica, biofisica, ci danno
per la prima volta un quadro delle grandi tappe della storia della vita
sulla terra e mostrano la stretta interdipendenza fra tutte le forme
viventi. L’elaborazione
dei saperi necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo
planetario, definita dalle molteplici interdipendenze fra locale e
globale, è dunque la premessa indispensabile per l’esercizio
consapevole di una cittadinanza nazionale, europea e planetaria. Oggi la
scuola italiana può proporsi concretamente un tale obiettivo,
contribuendo con ciò a creare le condizioni propizie per rivitalizzare
gli aspetti più alti e fecondi della nostra tradizione. Questa, infatti,
è stata ricorrentemente caratterizzata da momenti di intensa creatività
come la civiltà classica greca e latina, |