Spunti di riflessioni su NUOVO UMANESIMO  

A. S. 2007-08: "ANNO LABORATORIO"

Dal testo delle Indicazioni Nazionali …

Ricerca di:

Percorsi didattici delle scuole

Le relazioni tra il microcosmo personale e il macrocosmo dell’umanità e del pianeta...

ogni persona tiene nelle sue mani una responsabilità unica e singolare…

 

 

…stretta collaborazione non solo tra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture…

… influenze reciproche tra individuo e mondo (locale e globale) = cittadinanza planetaria[1] [2] [3].

…visione ologrammatica e sistemica: la parte nel tutto e il tutto nella parte. (La persona umana, come realtà di secondo grado, scopre che l’ambiente, il contesto, la realtà storica complessiva, si trovano non solo fuori ma anche dentro di lei, al suo interno. Non può dunque chiudersi, arroccarsi, essere autosufficiente. La persona, in questa prospettiva, è autonoma e contemporaneamente dipendente (“auto-eco-organizzata” direbbe Morin).

…Interdipendenza e corresponsabilità tra individuo e mondo (coscienza di specie) (Sarte)

…riconoscimento della complessità della realtà: consapevolezza delle infinite relazioni sistemiche che legano tutti gli enti e tutti i livelli del cosmo e delle responsabilità che attengono ad ogni singola persona.

…riconoscimento della complessità dei bisogni della persona[4] (Maslow)

 

…rapporti tra democrazia[5] e saperi: reciproco controllo tra la società e gli individui [6]

 

…cultura come integrazione di contesti umani, sociali, scientifici e tecnologici

 

 

…per la sensibilizzazione ai problemi più generali e per la conoscenza di orizzonti più estesi nello spazio e nel tempo.

…definizione di un quadro d’insieme fra la formazione scientifica (io nell’universo) e la formazione umanistica (io nella storia).

 

 

L’elaborazione dei saperi necessari per comprendere l’attuale condizione dell’uomo planetario,…

  … creare condizioni propizie per rivitalizzare gli aspetti più alti e fecondi della nostra tradizione.

 

saperi necessari per esercitare consapevolmente una cittadinanza nazionale, europea e planetaria[7].

 

… tradizioni culturali nazionali e locali – arte, musica, architettura, letteratura…-

 

decisiva una nuova alleanza fra scienza, storia, discipline umanistiche, arti e tecnologia,…

  alleanze e connessioni tra ambiti disciplinari in una prospettiva di complessità come superamento della frammentazione delle discipline o della iperspecializzazione[8].

 

…un sapere unitario e differenziato

 

 

 

 

 

 

 

...insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza- …- in una prospettiva complessa…

…un progetto pedagogico[9] in grado di contribuire alla formazione multi-dimensionale della persona; di una persona unica e irripetibile [10] capace di elaborazione cognitiva autonoma.

…promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo:…

metodi e strategie per contestualizzare le conoscenze e cogliere le relazioni e le reciproche influenze tra l’umanità e gli sviluppi scientifici e tecnologici.

L’esperimento, la manipolazione, il gioco,la narrazione, le espressioni artistiche e musicali sono altrettante occasioni privilegiate per apprendere per via pratica quello che …

…metodologie didattiche per un apprendimento costruito dall’esperienza e non dalla sola teoria, privilegiando la didattica esperienziali della problematizzazione rispetto e quella di tipo trasmissivo e assistenzialistico.

…utilizzazione del metodo scientifico[11]

…laboratori di ricerca didattica[12], sperimentazione e sviluppo[13]

 



[1] Gianluca Bocchi - Mauro Ceruti, “Educazione e globalizzazione” Prefazione di Edgar Morin, Raffaello Cortina editore, Milano 2004, pp. 220.

[2] Lo Statuto della Carta della Terra: http://www.cartadellaterra.it/statuto.asp

[3] E. Morin, “I sette saperi necessari all’educazione del futuro” Raffaello Cortina Ed., Milano 2001, pp 47 e segg

[4] D. Francescano, A. Putton, S. Cudini, “Star bene insieme a scuola” NIS, Roma 1992, p. 21

[5] P. Romei, “Autonomia e progettualità: la scuola come laboratorio di gestione della complessità sociale”, La Nuova Italia Ed. Firenze 1995, pp. 11 e segg.

[6] E. Morin, op. cit., pp 111 e segg

[7] E. Morin, op. cit., pp 62 e segg.

[8] E. Morin, “La testa ben fatta”, Raffaello Cortina Ed., Milano 2000, p.5-6

[9] P. Romei, op. cit., pp93 e segg.

[10] G. Fioroni, intervento al Convegno di presentazione  del documento Cultura, scuola, persona: verso le indicazioni nazionali per la scuola d’infanzia e per il primo ciclo di istruzione - Roma 3 aprile 2007: “Questa persona unica ed irripetibile può essere educata a conoscere, accettare, tirar fuori e costruire sé, solo entrando in rapporto con la realtà che la circonda. E la realtà è fatta di persone, di fatti, di eventi, del presente e del passato, di cui il presente è figlio. L’arte, la storia, la letteratura, le scienze, non sono che strade tracciate da uomini per capire, scoprire, conoscere questa realtà: per questo possono essere interessanti, (inter- esse), aiutare a scoprire sé. Questa persona unica ed irripetibile, poi, non vive da sola, ha bisogno di essere educata anche a conoscere ed apprezzare gli altri.  

[11] L. Berlinguer, intervento al Convegno di presentazione  del documento Cultura, scuola, persona: verso le indicazioni nazionali per la scuola d’infanzia e per il primo ciclo di istruzione - Roma 3 aprile 2007: “Il nuovo umanesimo, oggi, è scientifico, o meglio è fondato sul metodo scientifico che è quello di raggiungere la verità (niente di più bello) non solo per soddisfare la curiosità (che è la cosa prima) ma di dare la gioia di raggiungere il sapere attraverso un esperimento, come un successo, il successo del proprio accesso al sapere. La scuola deve essere una scuola che stimola la gioia del proprio individuale successo e quindi deve avere scienza, ma scienza sperimentale non scienza ottriata e poi deve avere un'altra cosa.”

[12] L. Berlinguer, intervento al Convegno di presentazione  del documento Cultura, scuola, persona: verso le indicazioni nazionali per la scuola d’infanzia e per il primo ciclo di istruzione - Roma 3 aprile 2007: “In questa scuola creativa c'è trasmissione del sapere ma c'è soprattutto creazione o microcreazione del sapere. Perché questo si faccia, la scuola deve essere il regno della ricerca didattica . La ricerca didattica non si può fare alla università perché mancano i ragazzi e i bambini su cui si esercita la attività didattica così come non si può fare la ricerca medica se non negli ospedali.”

[13] Art. 5 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle II.SS.”