di Paolo Calia

TREVISO – Il falco è caduto. Piergiorgio Stiffoni, classe 1948, in Senato ininterrottamente dal 9 maggio 1999, è da sempre il volto duro del Carroccio trevigiano, il “falco” per eccellenza. Anche nell’ultimo tribolato mese si è sempre difeso attaccando.

Un mese iniziato con lo scandalo Belsito, le intercettazioni compromettenti e il suo nome che saltava fuori quasi con regolarità. Del resto l’odore acre della battaglia lo ha sempre esaltato. Figuriamoci quello della lotta per la sopravvivenza. E quando si è visto accostato troppo spesso al tanto detestato Belsito, quando ha sentito le prime insinuazioni, i commenti a mezza bocca sulla sua condotta, non ha guardato in faccia nessuno. Nemmeno il suo segretario provinciale Giorgio Granello, finito nel centro del mirino per aver osato mettere in dubbio la sua onorabilità; nemmeno un militante storico della Lega trevigiana che, dalle pagine di un giornale, lo ha definito “bugiardo”: entrambi querelati.

È sempre stato un duro, Stiffoni. Anche a costo di risultare antipatico. Diretto, implacabile nelle sue osservazioni. Talmente duro da essere l’unico ad aver avuto il coraggio di mettersi contro un’icona del calibro di Giancarlo Gentilini. Adesso tanta inflessibilità gli si ritorce contro. Ieri non ha voluto parlare: telefono muto, messaggini sempre senza risposta. Del resto lo aveva detto una settimana fa, quando si è dovuto difendere (sempre all’attacco come da costume) dalle ombre del “caso diamanti”.

La Procura di Milano aveva sollevato qualche sospetto sull’investimento fatto in pietre preziose insieme a Belsito, ipotizzando l’utilizzo non di soldi propri ma di quelli del partito. Stiffoni, per tutta risposta, ha convocato i giornalisti in un albergo trevigiano tirando fuori le ricevute dei bonifici partiti dal suo conto che attestavano l’acquisto di diamanti per duecentomila euro. «Con i miei soldi faccio quello che voglio. E d’ora in poi non intendo più …

ROVIGO – Ha scosso la comunità di Scardovari e tutto il territorio del comune di Porto Tolle la scomparsa di Flavio Gibbin, 36 anni, dipendente della Regione per il servizio forestale, ex giocatore di calcio dello Scardovari, della Portotollese e Polesine Camerini.

Flavio si è spento l’altra notte alle ore 23,45 all’ospedale di Milano dove era ricoverato per curare un devastante e infido male, che lo ha colpito ai polmoni, un tumore che in un solo mese e mezzo da quando è stato diagnosticato lo ha portato via dai suoi cari.

Lascia la convivente Serena e uno splendido figlio di soli 15 mesi, che ora nella loro casa di Corbola non troveranno più una persona stupenda che sempre si è fatto volere bene da chiunque nella sua vita, dove gentilezza ed educazione erano i lati del suo carattere più apprezzati da tante persone. Lascia anche la madre Luisa che vive a Scardovari, dove probabilmente si svolgeranno venerdì i funerali.

Pochi anni fa aveva anche il padre di Flavio, Alfredo Gibbin, dirigente dello Scardovari Calcio, era morto per un male analogo. Da Scardovari ieri all’alba sono partiti in auto la madre, il cugino Simone Gibbin ex capitano dei Pescatori e l’altro compagno di squadra Luca Bortolotti per andare a Milano.

In paese la notizia si è sparsa rapidamente suscitando profondo dolore. Il direttore sportivo gialloblù Sergio Bortolotti è affranto dal dolore: «Inutile parlare di Flavio, sappiamo che persona stupenda era. Ha fatto più di dieci anni allo Scardovari crescendo nella giovanili, segnando parecchio. Era dotato di grandi doti tecniche, ma è sempre stato umile e serio». Flavio Gibbin, attaccante dotato di una buona tecnica, eccelleva nella rovesciata e nel colpo di testa, era stato lanciato in Eccellenza con lo Scardovari nel 1991/92 a soli 16 anni da Piero Carnacina. «Era uno …

La Polizia sotto casa.

Martedì 12 Giugno 2001, ore 15.31

La Polizia sotto casa.

Lavorare per la sicurezza del quartiere, collaborare con la popolazione, è l’obiettivo del nuovo Commissariato di Polizia di Via Doberdo’ a Ospizio, attivo già dal marzo scorso,ma inaugurato ufficialmente questa mattina . E a tagliare il nastro è stato proprio un ragazzo del quartiere, uno studente della scuola media Emilio Lepido. Momento simbolico che ha chiuso la cerimonia cui ha partecipato, in rappresentanza del Capo della Polizia, il Prefetto dottor Pietro Longo Direttore Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato. La cerimonia si era aperta con la deposizione di una corona ai piedi della lapide che nel cortile del nuovo Commissariato ricorda i caduti della Polizia di Stato.Poi i discorsi del Questore Antonio Sofia, del sindaco di Reggio Antonella Spaggiari e del Prefetto Longo.Tutti hanno sottolineato l’ìmportanza della collaborazione tra ente locale e forze dell’ordine. Da questa sinergia nasce appunto il Commissariato di prossimità inaugurato questa mattina e realizzato a tempo di record : un mese in tutto dal memento della decisione alla fine dei lavori.L’edificio, di proprietà del Comune , è stato ristrutturato a spese dell’amministrazione comunale e concesso in comodato alla Questura. Un’esperienza tra le prime in Italia ,questa di Reggio , insieme a quelle di Modena e Verona. Le prime tappe che realizzano il progetto di una Polizia piu’ dispondente alle quotidiane e concrete esigenze di sicurezza dei cittadini. Attualmente il Commissariato si avvale di un organico di 33 elementi di cui 2 ispettori , 2 sovrintendenti e 29 tra agenti ed assistenti . Una volante è attiva 24 ore su 24.In dotazione di 5 autovetture con le insegne e un’autovettura Punto. All’interno del Commissariato anche una foresteria che piu’ ospitare 6 persone. Dal momento dell’apertura del commissariato, il 27 marzo scorso, ad oggi sono …

Sarto – Ai Ministri dell’ Interno e dell’Ambiente

Premesso:

che il 28 settembre 2000 a Narbolia, durante la presentazione pubblica dello Studio d’Impatto Ambientale redatto dagli studenti dell’Universita’ di Sassari, sede di Nuoro, coordinati dal docente prof. Virginio Bettini, uno sparuto gruppo di dipendenti del che nel corso della stessa conferenza ignoti distruggevano il cristallo posteriore dell’autovettura del portavoce della Federazione dei Verdi di Oristano Andrea Atzori, leader del Comitato Internazionale per la salvaguardia delle dune e del bosco di Is che gia’ lo scorso 8 aprile sempre a Narbolia analogo episodio si è verificato sempre ai danni di Andrea Atzori;

considerato:

che in occasione della visita del Ministro dell’Ambiente Willer Bordon a Narbolia il 26 giugno scorso il responsabile locale delle associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e’ stato fisicamente aggredito in pubblico dall’ex sindaco del paese Franco Firinu;

che il 6 marzo scorso la tensione esistente a Narbolia ha persino impedito alla parlamentare europea Monica Frassoni di incontrare l’attuale sindaco del paese Maria Dolores Sanna;

che nei mesi scorsi si sono verificati altri atti vandalici come la distruzione di vigneti appartenenti a residenti non favorevoli alla speculazione immobiliare finanziata dalla Banca della Svizzera Italiana; che in una lettera firmata da un gruppo di residenti a Narbolia, anch’essi contrari alla distruzione del bosco di Is Arenas, pubblicata il 14 luglio scorso sul quotidiano “La Nuova Sardegna” si legge testualmente:

” Non siamo intervenuti pubblicamente a anche per paura della nostra incolumita’ fisica… abbiamo chiesto alle forze dell’ ordine e alla magistratura la protezione della nostra persona, delle nostre famiglie e delle nostre cose da qualsiasi aggressione, atto vandalico o criminale ” ;

per sapere:

quali urgentissime azioni il ministro dell’interno intenda porre in essere per garantire a Narbolia e nell’Oristanese il rispetto delle piu’ elementari esigenze …

Affrontando il futuro con la fiducia in Dio: il Comitato per la pianificazione strategica inizia i suoi lavori alla sede centrale mondiale della Chiesa Avventista

Silver Spring, Maryland USA…. [ANN]

Sorgendo da un bisogno sentito di concentrarsi intenzionalmente sul futuro e di anticipare le sfide e le opportunità che si presentano alla Chiesa Avventista del 7° Giorno, la Direzione della Chiesa ha dato inizio ad un nuovo comitato di studio per la pianificazione strategica. Il comitato considererà una vasta serie di problemi potenziali e fornirà un rapporto al Comitato Esecutivo mondiale della Chiesa.

Nell’aprire la discussione sui futuri piani e prospettive, il Dr. Jan Paulsen, presidente della Chiesa a livello mondiale afferma che si prospetta un’era di progresso positivo. “Sto guardando in avanti a un decennio di concentrazione sull’essere Chiesa, e non essere distratti dalle altre questioni. Vogliamo concentrarci sulla vita della Chiesa e su come arrivare agli altri e raggiungere chi è ancora fuori dalla Chiesa.”

Tale messa a fuoco, avrà tre aspetti principali, secondo il pastore Paulsen.

1. La Chiesa come strumento della missione di Dio. “Quando la Chiesa dimentica la sua missione deve riflettere se è utile a Dio e all’umanità. Non dobbiamo lasciarci vincere dalla tentazione di comprare giocattoli per intrattenere noi stessi, ma dobbiamo usare le nostre risorse per adempiere alla missione della Chiesa.”

2. Il concetto di maturità spirituale e la qualità della nostra vita cristiana. “Dobbiamo cercare di sviluppare una cultura della Chiesa estremamente amichevole per chi vi si avvicina. Le persone stanno cercando qualcosa di meglio di quello che hanno. La Chiesa ha bisogno di essere una comunità piena di calore, un luogo in cui sentirsi a casa propria.”

3. L’aspetto essenziale dell’unità della Chiesa. È di vitale importanza che noi coltiviamo intenzionalmente gli elementi che ci legano insieme. Dovremmo identificare tali …

AMAZZONIA CHIAMA ITALIA

Conosciamo le prove che Benedito ha dovuto superare nella sua vita….

Originario di Porto Velho (una città dello stato di Rondonia), é stato abbandonato con i figli dalla sua prima moglie e dopo qualche anno ha incontrato una nuova compagna con la quale ha costruito una nuova famiglia e si é trasferito al Mocambo.

La serenità di Benedito dura pochi anni, la nuova compagna muore di parto dando alla luce una bellissima bambina: Lidia.

Benedito rimane nuovamente da solo con cinque figli da crescere e la più grande, di 11 anni, si ritrova a fare da mamma per tutti, soprattutto per l’ultima arrivata.

Benedito non si aspettava questo dalla vita, ma crede fermamente che Dio sa quello che fa e che noi uomini non possiamo disperarci, dobbiamo andare avanti e continuare con forza.

Tre anni dopo la morte della compagna scoppia uno scandalo in casa, Benedito scopre che la figlia ormai quattordicenne, ha una relazione con un uomo sposato, é rimasta incinta e vuole andare a vivere nella casa che quest’uomo sta costruendo per lei.

Benedito soffre per quello che sta succedendo e si preoccupa per le ultime due figlie, chi si prenderà cura di loro adesso?

Non può lasciarle in casa da sole, lui di giorno deve lavorare e torna a casa solo di sera…..e poi, non sono passati molti anni da quando la figlia della vicina é stata violentata e uccisa da uno sconosciuto venuto da Manaus.

Decide così di ritornare nella sua città natale, Porto Velho, accompagnato dalle due figlie minori e chiede ad uno dei figli avuti con la prima moglie, di accettare le bambine nella sua famiglia per farlo stare più tranquillo. Il figlio accetta e Benedito ritorna al Mocambo, ma pochi anni dopo una nuova tragedia sconvolge la sua vita.

Settimana scorsa una terribile …

Cronaca

Possedevano tutto l’occorrente per entrare nelle case senza effrazioni. Anche le serrattura evolute per loro non avevano segreti. Dopo un attento studio erano in grado di fabbricare una copia di chiave uguale all’origianale. Arrestate sono finite cinque persone, gravitanti nella nostra città. L’operazione che ha portato alle manette ha visto impegnate le squadre mobili della polizia di Reggio e di Bologna. Nel capoluogo di regione, in zona Corticella, l’ultimo appartamento svaligiato dai delinquenti. Oggetto della refurtiva, orologi, gioielli, un pc portatile, e anche qualche vestito.

Sulle tracce dei ladri si è messa la polizia di Reggio in seguito a una segnalazione arrivata da Trento, dove era stata avvistata un’auto sospetta. Individuata nella nostra città, la vettura è stata pedinata da agenti in borghese. Le due persone a bordo sono state seguite fino a Bologna, nel quartiere di periferia dove era appena avvenuto il furto. In un piazzale si sono fatti consegnare alcune borse da tre uomini e poi sono ripartiti per fare ritorno. Mentre i poliziotti bolognesi arrestavano i tre che avevano eseguito la consegna, trovandoli in possesso di arnesi da scasso così come di biglietti del treno per la tratta Reggio-Bologna, gli agenti della prevenzione crimine hanno organizzato un posto di blocco sulla via Emilia, a Masone, dove è terminata la corsa dei due tizi dell’auto pedinata, che inutilmente hanno tentato di eludere il controllo, cercando anche di sbarazzarsi di una borsa gettandola dal finestrino.

Perquisizioni agli indirizzi dei due hanno permesso di recuperare ulteriori articoli ritenuti probabile provento di altri furti, e attrezzature per replicare chiavi. Di origine georgiana, i cinque arrestati hanno età comprese tra i 26 e i 49 anni. Tutti con precedenti, aspetteranno in carcere, due a Reggio, tre a Bologna, il processo per concorso in furto aggravato. Dall’inizio dell’anno salgono a 18 gli …

(ags) Palermo, 06.12.00 – La Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata, che si terrà a Palermo dal 12 al 15 dicembre prossimi, creerà non pochi problemi di spostamento a residenti e turisti.

Sicilianetwork vuole offrire una guida utile per conoscere quali e quando le strade della città saranno o meno fruibili.

Innanzitutto va detto che sarà momentaneamente sospeso il divieto di transito in Via Maqueda, nel tratto compreso tra Via D’Alessi e Piazza S. Antonino. In secondo luogo, sono previsti divieti di sosta e transito all’interno di alcuni “Assi” stradali. All’interno degli Assi, sono previsti degli “Attraversamenti”. Sono poi previsti ulteriori provvedimenti per specifici tratti stradali.

All’interno degli Assi, che saranno transennati (ad esclusione degli attraversamenti) sarà consentita la circolazione esclusivamente a: veicoli delle FF.O.; veicoli delle Forze Armate in servizio collegati alla Conferenza; veicoli dedicati ad esigenze Conferenza contraddistinti da pass; veicoli di soccorso sanitario se preventivamente autorizzati dalla Questura o preceduti da staffetta; veicoli dei Vigili del Fuoco in servizio di emergenza; veicoli di Aziende (AMG, AMAP, Enel, Telecom, altri)) se preventivamente autorizzati dalla Questura o preceduti da staffetta delle FF.O.; veicoli preventivamente autorizzati dalla Questura e muniti di pass, contenenti le prescrizioni per la circolazione sugli assi; veicoli del Comando di P.M. in servizio collegato alla Conferenza.

Ad esclusione dei mezzi sopra descritti, per tutti gli altri, all’interno degli assi, sono previsti:

a) il divieto di sosta con rimozione permanente, dalle ore 00,00 del 10 dicembre alle ore 00,00 del 17 dicembre;

b) la chiusura al transito veicolare dalle ore 8,00 del 10 dicembre alle ore 14,00 del 16 dicembre.…

I voti di Baldi

Notizie

Gli esperti di campagne elettorali insegnano che il miglior candidato è quello capace di far convergere sul proprio nome anche consensi esterni alle liste che lo sostengono. Da questo punto di vista, nelle elezioni del 12 e 13 giugno Carlo Baldi è stato il candidato più ‘attrattivo’. Secondo un’indagine commissionata da Legacoop a Paolo Feltrin, politologo dell’Università di Trieste, l’11,6 per cento degli elettori di Baldi ha votato solo per lui, senza aggiungere alla croce sul nome del candidato sindaco quella per la lista del Laboratorio per Reggio. Baldi ha battuto di un soffio Mario Monducci, che si è fermato all’11 per cento.

Per entrambi i candidati civici la percentuale di voti personali è doppia rispetto alla media ottenuta da tutti i candidati. Bene se l’è cavata Graziano Delrio, con un 5,5 per cento di voti al solo candidato sindaco. In termini assoluti, ovviamente, è proprio Delrio a guidare questa particolare graduatoria. Ben 3.178 elettori hanno votato per lui, ma non per i partiti del centrosinistra che lo sostenevano. La maglia nera va invece a Mario Poli: per lui appena lo 0,9 per cento di voti personali (104).

Qualcosa di simile è accaduto anche nel voto per il presidente della Provincia. In valore assoluto trionfa Sonia Masini, con 10.173 voti personali, pari al 5,1 per cento. Ma in termini relativi il primato spetta a Mauro Del Bue, con il 10,3 per cento di voti al solo candidato (767).

Tornando alla sfida per la poltrona di primo cittadino, la ricerca condotta dal politologo dell’Università di Trieste evidenzia che le liste civiche hanno pescato a piene mani nell’elettorato del centrodestra: appena un voto su 10, fra quelli ottenuti da Baldi e Monducci, proviene dal centrosinistra.

Feltrin dedica un’ampia parte della sua analisi anche allo scenario nazionale uscito dal voto europeo. In …

Sperimentazioni senza età

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Sperimentazioni senza età

Si svolge fino a martedì 30 in diverse sedi milanesi la dodicesima edizione di Danae, il festival di creazioni al confine tra i linguaggi che porta ogni anno una ventata di novità nel panorama cittadino. Tra i titoli in programma, Cleaning Time, Maid in South Africa e Chandelier del performer sudafricano, ebreo e omosessuale, Steven Coehen (sabato 27 all’Out Off), Auto del francese David Wampach (lunedì 29 all’Out Off), Morning Sun della portoghese Márcia Lança (mercoledì 31 all’Out Off).

Va in scena sabato 27 al Teatro Studio “Valeria Moriconi” di Jesi Werther Project, una singolare riscrittura contemporanea dei Dolori del giovane Werther di Goethe curata dalla drammaturga Sonia Antinori per un gruppo di attori non professionisti di origine africana: l’adattamento del romanzo epistolare è stato tradotto negli scorsi mesi in una serie di e-mail ed sms inviati a gruppi di spettatori-interlocutori. Repliche domenica 28 al teatro Comunale di Montecarotto e mercoledì 31 al Teatro La Vittoria di Ostra.

Può, uno dei massimi registi teatrali italiani di oggi, non essersi mai cimentato nella sua vita con un’opera di Samuel Beckett? Massimo Castri colma – tardivamente – questa lacuna affrontando, forse non a caso, la pièce beckettiana che più di altre sembra conservare un impianto vagamente realistico-narrativo, ovvero Finale di partita: l’atteso spettacolo debutta in “prima” nazionale martedì 30 al Teatro delle Passioni di Modena, protagonisti Vittorio Franceschi e Milutin Dapcevic.

Suscita curiosità anche un altro, significativo appuntamento in programma la prossima settimana, la prima produzione realizzata da uno dei più interessanti fra i giovani gruppi della nuova scena italiana di questi anni, il Teatro Sotterraneo, per una realtà istituzionale come il Teatro Metastasio – Stabile della Toscana. Dopo avere presentato, poche settimane …

Da prima causa di morte è diventata l’ultima. Non per questo però va abbassata la guardia

Il primo dicembre è la giornata internazionale dell’Aids e l’Italia tira le somme. Nel nostro paese l’Hiv uccide sempre meno, ma non per questo va abbassata la guardia: ogni giorno avvengono dieci nuove infezioni. Stanno anche aumentando i casi di Aids tra gli immigrati (oltre il 14% dei casi nel 2001), aumentano le infezioni contratte nei rapporti eterosessuali e ci si accorge di avere il virus sempre più tardi. È cambiato così

l’Aids in Italia

, secondo i dati presentati a Roma, nel ministero della Salute, dal responsabile del Centro operativo Aids, Giovanni Rezza.

«Da prima causa di morte tra 25 e 45 anni – ha detto il vicepresidente della Commissione nazionale Aids, Ferdinando Dianzani – è diventata ormai l’ultima». Attenzione, però, a

non abbassare la guardia

: «Non è l’epidemia che compare – ha detto Rezza – ma si allunga la sopravvivenza delle persone colpite dall’infezione». A partire dal 1996, infatti, l’arrivo dei nuovi farmaci antiretrovirali ha permsso di allungare l’attesa di vita dei sieropositivi. Oggi si stima che il tempo medio di incubazione dal momento dell’infezione alla comparsa dei sintomi dell’Aids sia di oltre cinque anni. Oggi, ha detto Rezza, si stima in Italia che

le persone viventi con la diagnosi di Aids siano più di 17.000

.«Il problema – ha rilevato Dianzani – è reinserire le persone sieripositive nell’attività laborativa».

Sta cambiando anche l’età media

in cui avviene la diagnosi, che si è spostata verso i 35-40 anni e accade che oltre il 60% dei casi segnalati nell’ultimo anno riguarda persone che non avevano fatto terapie antiretrovirali prima della diagnosi della malattia. Le regioni più colpite sono Lombardia (con 14.936 casi), Lazio (6.360) ed Emilia Romagna (4.772).

Ecco le cifre del …

Il caso del Consorzio Fit ora finisce in tribunale

di Sabrina Fiorini Debiti e mancati pagamenti per migliaia di euro; sono gli elementi che portano nuovamente il Consorzio FIT (Formazione ed Innovazione Tecnologica) nato a Modena nel 1996, al centro dell’ attenzione dopo la sentenza di fallimento risalente al 21 gennaio scorso. Una decina di docenti, con il sostegno del Codacons di Modena, ha infatti presentato due settimane fa, un esposto alla Procura per denunciare le inadempienze della società e in particolare l’ assenza di pagamenti, per un importo complessivo di 100mila euro, mai ricevuti per l’ attività di insegnamento regolarmente svolta negli ultimi due anni. «L’ ente – spiega Fabio Galli, responsabile del Codacons – finanziato da contributi regionali, organizzava corsi di formazione professionale gratuiti nel settore dell’ automazione industriale e della ricerca nel campo delle scienze naturali e dell’ ingegneria, servendosi di liberi professionisti: ingegneri e consulenti che almeno negli ultimi cinque anni hanno svolto attività di docenza sotto regolare contratto e con i quali era stato concordato il relativo compenso. Tuttavia dal 2011 gli stipendi hanno cominciato ad arrivare in ritardo e in modo sempre più sporadico». «Inizialmente non ci siamo insospettiti – racconta l’ ing. Nino Mazza, tra i docenti che hanno presentato l’ esposto – i corsi erano in piena attività, gli allievi erano tanti e abbiamo quindi temporeggiato nell’ esigere il pagamento, continuando a lavorare convinti anche dallo stesso Consorzio FIT, che diverse volte ci ha tranquillizzato, minimizzando i problemi degli stipendi». «Da giugno scorso invece non abbiamo più contatti – prosegue il prof. Vincenzo Caiazza – I responsabili con cui avevamo contatto non sono presenti presso l’ ultima sede in via Vittorio Alfieri, non rispondono più a mail e telefonate, né hanno ritirato le raccomandate inviate per sollecitare i pagamenti. Per alcuni di …

ANA MASRUR MAHAKUM, ASCKURUKUM WA UGANIQUKUM BIHARARAT. BILTAQQAYA QARIBANN.

Quello che non ho detto nella mia testimonianza nel libro, è che negli ultimi tempi mi sono messo a studiare l’arabo. Per i più pigri traduco il messaggio: Sono stato felice con voi, vi ringrazio e vi abbraccio con affetto, a presto .

Valentino

Non esserci stato, a Bologna, mi dispiace, ma troverò il modo per rimediare, magari a settembre se va in porto l’idea del vitello di Gegè, minchia ma ci deve essere sempre qualcuno che paga pedr tutti, mi riferisco al vitello ovviamente, che col ’77 non c’entra niente, neppure era nato, e che farebbe certamente a meno di questa ricorrenza o di altre analoghe.

Bartolo

Sinceramente non mi aspettavo di sentire un così forte affetto e senso di appartenenza a tutti voi e una naturalezza nell’esprimerli; non mi aspettavo, dopo tanti anni, di essere ancora così presentemente ricordato e, a mia volta, di ricordarvi così bene; non mi aspettavo che più o meno tutti fossero maturati così bene, di non trovare qualcuno che si fosse trasformato in uno stronzo patentato.

Vasco

Se non era la felicità, era qualcosa di molto simile. Visto che siamo coraggiosi, proviamo veramente a non perderci.

Anna

In tutti questi anni la mia vita è stata ricca di rapporti con amici e amiche con cui ho continuato a condividere tutto il quotidiano, l’etica del lavoro, i libri, il mare e i monti, la vita e la morte, ma eravamo due, tre, dieci e di felicità allo stato puro non ne ricordavo da un pezzo. E quel che mi ha stupito è che non solo la carica che ci siamo dati quella sera circola ancora tra noi, ma non smetto di raccontare e allora vedo che non brillano solo i miei occhi nel dire di …

di e.f.

Diamo un’occhiata ad alcuni degli spettacoli al debutto. Paesi scandinavi protagonisti a Roma, dove il Teatro Stabile ospita, in occasione del centenario della morte di Henrik Ibsen, in collaborazione con l’ambasciata di Norvegia, la messinscena de La donna del mare, con Elisabetta Pozzi e Antonio Zanoletti, regia di Mauro Avogadro. In scena al Teatro Argentina dal 14 al 26 marzo. Al Teatro India sono invece già cominciate le recite di Freddo, di Lars Noren, con la regia di Adriana Martino e l’interpretazione di David Gallarello, Sebastiano Bianco, Tony Allotta e Yoon C. Joyce. In programma fino al 19 marzo.

A Milano, il Teatro Verdi coproduce con Farneto Teatro l’originale rielaborazione del romanzo di culto di Christa Wolf, Cassandra, affidato alla regia di Maurizio Schmidt e all’interpretazione, intensa e partecipe, di Elisabetta Vergani, mentre la rassegna organizzata dal Teatro Filodrammatici, Vapori zerosei, fa tappa per l’ ultima volta con una «personale» della Compagnia Teatrale Dionisi, caratterizzata da una preponderante maggioranza femminile. Tre gli spettacoli in programma, tra il 15 e il 19 marzo: si comincia con Assola (menzione speciale al Premio Scenario), si prosegue con Eros e gran finale con Opera notte. Gli spettacoli vanno in scena alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini. Presso la sede del Filodrammatici, al civico 1 della via omonima, è invece in programma – dal 16 marzo al 13 aprile – Diario anni Settanta, nuovo capitolo del progetto pluriennale I segreti di Milano che ha già visto rievocati, con immagini, testi, canzoni e brani radiofonici, i decenni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Lo spettacolo porta la firma di Emilio Russo.

Svariamo dall’asse Roma-Milano per segnalare la breve tournée italiana della compagnia svedese di danza Cullberg Ballet, che presenta due coreografie di Johan Inger – Empty House e Negro – e una di …

L’infanzia mitica di Davide Enia

18:03 – martedì 26 giugno 2007

L’infanzia mitica di Davide Enia

La nuova proposta cui sta lavorando Davide Enia, Studio # 1, non ha ancora le caratteristiche di uno spettacolo in senso stretto, è un percorso in divenire, un’ipotesi di ricerca, una ricognizione preliminare per soppesare materiali drammaturgici eterogenei e disparati: per ora, il giovane artista siciliano incrocia storie, epoche, linguaggi, mettendo insieme immagini di ordinaria quotidianità con favole popolari vere o reinventate, ragazzini che fanno gare di masturbazioni e giovani principi ferocemente uccisi dai fratelli, virtuosismi narrativi e canti rituali che egli stesso esegue accompagnato dal musicista Giulio Barocchieri.

Enia parte dall’infanzia di tre emblematici fratelli, e si propone di ricostruirne le esistenze fino al realizzarsi dei rispettivi destini, evocando un immenso, ramificato affresco che dovrebbe caricarsi di ulteriori suggestioni religiose, antropologiche, letterarie: nessuno, al momento, può dire dove lo condurrà tutto questo, se a raccogliere i suoi guizzi fantastici in un’unica rappresentazione o a ricavarne un ciclo, un’intera cosmogonia, o magari a farne un film o un romanzo. Certo questo magma visionario incanta anche più di un prodotto finito, colpisce per il suo incontenibile vitalismo, per quella creatività che pare riprodursi da se stessa.

A suscitare fortissime emozioni è soprattutto il senso di malinconia, di dolore, di implicita tragedia che spira su queste storie all’apparenza lievi e trasognate: il tema inquieto dell’adolescenza, della primordiale scoperta del sesso e del devastante potere dei sentimenti si mescola qui con dei taciti ma incombenti presagi di morte, con la percezione della solitudine, della crudeltà del mondo, delle contraddizioni e dei tradimenti della famiglia, investe la precarietà di figure paterne deboli o assenti, o l’arcaica concezione di una maternità che si manifesta soprattutto nel compianto e nello straziante lamento funebre.

E poi Enia è di una intensità …