Le grandi città hanno sempre costituito un polo d’attrazione per chiunque ama muoversi.

L’avvento del treno, oltre che facilitare gli spostamenti, crea la stazione ferroviaria, che diventa subito il punto nevralgico delle città.

Il fenomeno è rimasto, seppur profondamente cambiato nei modi e nelle velocità di esecuzione, sia per i progressi tecnologici, che per le esigenze sociali mutate.

Oggi, infatti, da lontano, dalla provincia, dalla periferia alla città e viceversa, con il treno, la metropolitana di superficie e quella sotterranea si spostano le persone attive in numero difficilmente immaginabile.

Su questo fenomeno e per questi navigatori del terzo millennio è concepito Leggo, quasi fosse la razione giornaliera di alimento culturale a conforto del loro viaggio.

Tutto ciò nell’ottica di un progetto nazionale, di ampia copertura, che, partendo dalla capitale ROMA, si sviluppa, entro la fine del 2001, a BOLOGNA, FIRENZE, MILANO, NAPOLI, TORINO, VENEZIA, VERONA.

Il punto di forza distributiva sono le grandi stazioni di queste grandi città d’Italia; ma anche le stazioni minori e quelle metropolitane, oltre a tutte le opportunità che offrono le occasioni sociali giornaliere di confluenza dei cittadini: dalle scuole, ai supermercati, agli uffici pubblici, etc.

Nasce così, da semplici considerazioni Leggo, il più grande quotidiano gratuito italiano.

Leggo, il nuovo quotidiano distribuito GRATUITAMENTE ogni mattina

Tutti i giorni della settimana, ad esclusione del sabato e della domenica, lo si potrà trovare presso i punti di grande scorrimento ed aggregazione delle più importanti città italiane.

Distributori fissi saranno posizionati presso le STAZIONI FERROVIARIE.

Presso le STAZIONI CITTADINE della METROPOLITANA ed altri PUNTI NEVRALGICI, che saranno diversi per ogni città, ci saranno gli strilloni.

Il progetto di copertura NAZIONALE prevede l’inizio con la distribuzione su ROMA ed entro la fine del 2001 si copriranno

BOLOGNA – FIRENZE – MILANO – NAPOLI – TORINO – VENEZIA – VERONA.…

MARCHIO COMUNITARIO

La Corte di giustizia di nuovo alle prese con decisioni UAMI Quella del caso Baby-Dry (vedi notizia sull’argomento) non è più l’unica sentenza del Tribunale di Primo Grado (TPG) della Corte di giustizia europea su un marchio comunitario: il 12 gennaio (causa T-19/99) e il 16 febbraio 2000 (causa T-122/99) il TPG è tornato a pronunciarsi sulle decisioni delle commissioni di ricorso dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI).

L’impedimento alla registrazione vale anche se sussiste solo in parte dell’UE

La causa T-19/99 riguarda la domanda di registrazione del marchio “Companyline” per assicurazioni e affari finanziari. Secondo l’UAMI il marchio in oggetto era privo di distintività. La richiedente aveva proposto ricorso, lamentando l’applicazione non corretta della normativa comunitaria sugli impedimenti assoluti alla registrazione, dato che l’art. 7 del Regolamento sul Marchio Comunitario (RMC) è da interpretare nel senso che anche un carattere distintivo minimo è sufficiente a consentire la registrazione del marchio. La richiedente sosteneva inoltre che il carattere distintivo del marchio non poteva essere valutato solo rispetto alla zona linguistica anglofona.

Il giudizio del TPG ha confermato la decisione dell’UAMI, stabilendo che sebbene ai sensi dell’art. 7 RMC un carattere distintivo minimo sia effettivamente sufficiente a rendere registrabile il marchio, tale livello minimo di distintività non era raggiunto dal marchio in questione. Inoltre, sempre secondo l’art. 7, per l’applicazione degli impedimenti alla registrazione è sufficiente che essi esistano in una sola parte della Comunità: in questo caso, appunto, la zona linguistica anglofona.

L’UAMI scivola sulla forma di un sapone

La causa T-122/99 riguarda una domanda per la registrazione della forma di un sapone come marchio tridimensionale, rifiutata in quanto il segno depositato secondo l’UAMI era costituito esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto, e quindi non risultava idoneo alla registrazione ai sensi dell’art. 7.1.e.i del …

Cronaca

Una vera e propria associazione per delinquere con base a Reggio, in grado di colpire in almeno cinque province a cavallo tra Emilia e Lombardia, e in un caso anche in Toscana. Era specializzata in furti in abitazioni, negozi e centri commerciali, dove depredava oro e denaro contante contenuto nelle casseforti, che aprivano servendosi di flessibili.

Dopo indagini iniziate nel 2009 e coordinate dalla Procure di Reggio e Parma, i carabinieri sono arrivati ad individuare gli undici componenti dell’organizzazione. Sono tutti italiani di etnia sinta, hanno tra i 21 e i 47 anni e abitano negli insediamenti di via Strozzi a Reggio, di Cavriago e di Bibbiano. Tra loro anche una donna. Tutti hanno precedenti per reati contro il patrimonio. I militari reggiani e d’oltre Enza li hanno arrestati all’alba con un’operazione congiunta che ha visto impegnato un centinaio di uomini.

Gli arrestati sono Tiziano Barosi (41 anni), Alfredo Amato (41), Gianluca Bianchi (29), Domenico Cordua (37, arrestato a Cutro, in Calabria), Rosario Falbo (47), Alan Grisetti (21), Alex Grisetti (23), Elvis Truzzi (24), Giancarlo Truzzi (24), Antonio Debarre (37) e Sabrina Debarre (23).

A loro carico ben 43 colpi messi a segno e altri cinque tentati nel periodo che va dal 2009 al 2012: ventotto furti commessi a Parma, sei a Reggio e provincia, sei a Mantova e Cremona, due a Modena, uno a Massa. Nella nostra provincia avrebbero tra l’altro assaltato due supermercati Conad, in città e a Quattro Castella, l’Ecu di Vezzano e la Coop di Gualtieri portando via decine di migliaia di euro.

Secondo gli inquirenti, al vertice dell’organizzazione c’erano Tiziano Barosi (l’unico rinchiuso nel carcere di via Settembrini), Alfredo Amato, Giancarlo Truzzi e Gianluca Bianchi (agli arresti domiciliari insieme ai sette complici). Erano loro a scegliere gli obiettivi da colpire e a impartire di …

30/01/2008 a cura di Alessandra Fanari

Sono giovanissime Gaia Repossi e Eugènie Niarchos. Insieme hanno creato Czarina, una collezione di gioielli originale ispirata all´iconografia russo-ortodossa e che installa sulla fattura del gioiello classico un lato “dècalè” e un pò rock and roll.

Una collezione arabeggiante che gioca sulle geometrie e che aderisce perfettamente alla pelle, avvolgendola in un raffinato e sottile intreccio di dentelle d´oro.

Su questa trama, l´oro s´impreziosisce di diamanti, disegnando sulla pelle, simboli e motivi di un´antica sacralità bizantina.

Un´estetica contemporanea che sa fondere in un unico concetto suggestione del sacro e passione della profanazione.

Cominciamo dalla collezione Czarina, qual è stata l´ispirazione fondamentale ?

Volevamo un anello un pò vintage che fosse però adatto ad una ragazza giovane… L´idea era di ritrovare qualcosa che fosse come un oggetto antico, che si sarebbe potuto trovare in un mercato un pò strano… Un gioiello un goccio arabeggiante… Con Eugènie abbiamo pensato a delle regine mezzo greche quindi ortodosse… Eugènie mette tanti gioielli con delle croci, con delle cose strane e questo è stato una base e poi io studio archeologia avevo pensato a delle ispirazioni armeniane, sempre le croci… Diciamo che l´idea è stata un pò l´insieme di tutti questi elementi….

Una volontà di creare qualcosa di nuovo, rivolto ad un pubblico non tradizionale dell´alta gioielleria?

Si, esattamente. Il target era di moda e poi il prodotto è una via di mezzo tra l´alta gioielleria e una bigiotteria, comunque di un certo di prezzo, ma diciamo che ogni donna se ne può comprare almeno uno nella vita, soprattutto l´anello che è abbastanza abbordabile.

Come avete lavorato su queste ispirazione ortodosse e armeniane a livello del design ?

Tutto è partito dall´anello, in cui c´è stata questo motivo fondamentale della croce… Poi da lì abbiamo sviluppato tutto il resto, …

Per i telefoni con lettore musicale

Le cuffie BOSE® on-ear con microfono per telefono cellulare completano la nostra prestigiosa tecnologia con un cavo audio progettato su misura e un microfono in linea onnidirezionale per le comunicazioni tramite cellulare. Questo prodotto integrato garantisce un suono di alta qualità sia per l’ascolto della musica sia per le conversazioni telefoniche. Il passaggio da una funzione all’altra è estremamente facile e intuitivo.

Le cuffie BOSE® on-ear con microfono per telefono cellulare possono essere utilizzate con una vasta gamma di telefoni cellulari di ultima generazione. Il cavo audio è compatibile con iPhone® e utilizzabile con qualsiasi telefono cellulare dotato di jack da 3,5 mm. Il connettore può essere collegato direttamente a questi cellulari e alla maggior parte dei laptop e dei lettori MP3, DVD e CD portatili, senza dover ricorrere a un adattatore.

In dotazione con le cuffie, viene fornito un set di quattro adattatori per il collegamento a telefoni cellulari dotati di jack da 2,5 mm. Consulti l’elenco completo dei telefoni cellulari compatibili.

Provi la tecnologia Bose e senta la differenza

Le cuffie BOSE® incorporano tecnologie esclusive della BOSE® in grado di offrire audio di alta qualità con un design on-ear compatto. L’esclusiva struttura acustica delle cuffie TriPort® offre bassi profondi e contribuisce a creare un’ampia gamma sonora da auricolari piccoli e leggeri. Niente pulsanti da premere né manopole da regolare, niente batterie. Basta inserire lo spinotto per immergersi in un suono avvolgente perfettamente bilanciato e scoprire nuovi dettagli nella propria musica preferita.

Massimo comfort

Le cuffie hanno un peso inferiore a 150 g e garantiscono il massimo comfort per ore di ascolto ininterrotto. Gli auricolari sono dotati di una morbida imbottitura e si adattano con delicatezza alla forma delle orecchie di chi le indossa. Sono progettati per ruotare di 180° in senso orizzontale …

Sistema per l’intrattenimento domestico CineMate™

Panoramica

Con il sistema digitale di diffusori BOSE® CineMate™ per l’Home Cinema potrà godersi con la massima semplicità l’impatto dell’Home Cinema utilizzando la TV e i componenti video che già possiede, come ad esempio il lettore DVD o il videoregistratore. Nessun apparecchio ingombrante, nessuna operazione complessa di installazione o collegamento. Il sistema, inoltre, non richiede i diffusori centrale e posteriori: sono sufficienti due diffusori anteriori e un modulo ACOUSTIMASS®, nascondibile ovunque, per aggiungere un tocco di straordinario realismo alla sua musica e ai suoi film preferiti con quattro rapidi collegamenti. Il telecomando universale a infrarossi le consentirà di controllare il sistema e la maggior parte dei dispositivi collegati al televisore.

L’emozione dell’audio BOSE® completa il quadro

Se ascolta l’audio attraverso il televisore, la sua esperienza di Home Cinema non è completa. Provi ad aggiungere l’audio ad alte prestazioni del sistema di diffusori CineMate™ e scopra la differenza. L’esclusiva configurazione Articulated Array dei diffusori si unisce ai circuiti di elaborazione digitale TrueSpace™ per creare una complessità sonora di livello cinematografico attraverso due soli diffusori anteriori. Sperimenterà anche una forte centralità delle immagini tale da ancorare saldamente i dialoghi allo schermo, ma senza un diffusore del canale centrale a ingombrare l’area dedicata alla visione.

Il modulo ACOUSTIMASS® produce bassi potenti che cattureranno l’attenzione degli ascoltatori. Gli effetti speciali dirompenti saranno privi di distorsione udibile: ecco perché il modulo ACOUSTIMASS® può essere nascosto ovunque lo si desideri nella stanza; tutto il suono, tuttavia, sembrerà provenire solo dai piccoli diffusori. Il modulo ospita anche l’amplificazione del sistema.

Semplice da installare. Semplice da utilizzare

Installare il sistema di diffusori CineMate™ è un gioco da ragazzi. Ci sono solo quattro collegamenti da effettuare, con intuitivi connettori unidirezionali; la complessità dei sistemi Home Cinema tradizionali è solo un ricordo. Il pratico telecomando …

CORRADINI MAURO

È nato a SUZZARA (Mantova) nel 1939; laureato in Lettere presso l’Università agli Studi di Parma; professore di ruolo (materie letterarie) nelle Scuole Statali di secondo grado; l’interesse per la pittura nasce dalla presenza nella sua città natale di un premio di pittura e scultura, famoso nel dopoguerra, il “Premio Suzzara”, manifestazione artistica legata al neorealismo ed alla figurazione.

Si è dedicato allo studio dell’arte a partire dalla metà degli anni Sessanta, collaborando a numerosi quotidiani e riviste d’arte. Tra le collaborazioni alle testate più significative, occorre ricordare quella a “Nac” (Edizioni Dedalo, Bari, primi anni Settanta), quella ad “Artepiù” (Seledizioni, Bologna, primi anni Settanta), quella a “Terzoocchio” (Edizioni Bora, Bologna), ancora in atto; tra i quotidiani, si ricorda la collaborazione a “Bresciaoggi” (ancor oggi è titolare della “rubrica d’arte”), quotidiano di Brescia, e quelle ai quotidiani “La Gazzetta di Mantova”, e “L’Unità”, quotidiano nazionale.

Tra gli studi e i saggi pubblicati, vanno segnalati: “Arte e Resistenza in Italia” (Reggio Emilia, 1996); “Goya – Opera grafica” (Trento, 1990), “Homo faber” (San Giovanni Valdarno, 1992); la trilogia “La caccia nell’arte” (Firenze, Vallecchi, 1993, 1994).

Numerosi gli studi monografici su artisti contemporanei, tra cui è necessario segnalare: Luigi Bartolini, 1993; Candido Baggi, 1994; Mario Benedetti, 1996; Floriano Bodini, 1991; Carlo Bugada, 1996; Giuseppe Cappelli, 19B9; Mario Cornali, 1995; Enrico Della Torre, 1992; Martino Dolci, 1996; Gianfranco Ferroni, 1990 e 1991; Marco Fidolini, 1976 e 1992; Enrico Gaudino, 1996; Giuseppe Guerreschi, 1985; Egidio Lazzarini, 1996; Trento Longaretti, 1995; Enzo Morelli, 1996; Matteo Pedrali, 1996; Carlo Pescatori, 1990, 1991 e 1996 (opera grafica); Giovanni Repossi, 1979 e 1992; Antonio Stagnoli, 1987; Attilio Steffanoni, 1996 (opera grafica); Valeriano Trubbiani, 1974; Vanni Viviani, 1999; Tono Zancanaro, 1987 (due testi, il secondo dei quali, con altri, negli “Atti del Convegno di studi” e “Mostra antologica”, Mirandola di …

ROMA – «Rischia la vita, il Nord lo farà fuori»: così il leader della Lega, Umberto Bossi, ha risposto stasera a Piacenza a chi gli chiedeva se Monti durerà anche dopo il 2013. Parole che hanno immediatamente suscitato reazioni sdegnate da varie parti politiche e sulle quali lo stesso Bossi è tornato, abbozzando una parziale marcia indietro.

«Monti antifederalista». «Il governo Monti – ha aggiunto Bossi – è antifederalista, dà retta solo alle banche e all’Europa».

«Monti e Berlusconi? Uno gratta e l’altro tiene il palo» dice Bossi commentando i rapporti fra il premier e il presidente del Pdl.

«Mandano i mafiosi al nord, prima o poi qualcuno li impicca». «Stanno riempiendo il Nord – ha detto Bossi – di mafiosi in soggiorno obbligato, prima o poi qualcuno si decide a impiccarli sulla pubblica piazza. Hanno mandato a Padova il figlio di un mafioso siciliano; come i miei figli sono leghisti, i figli dei mafiosi…».

«Spero che i miei figli non cantino l’inno». «Spero che non lo cantino i miei figli» ha detto Bossi commentando la proposta che ha trovato ampia convergenza alla Camera di istituire l’obbligatorietà dell’Inno di Mameli nelle scuole.

«Lega unita in campagna elettorale». Presentando la candidatura di Massimo Polledri a sindaco di Piacenza, dove la Lega correrà da sola, Umberto Bossi ha lanciato la campagna elettorale in vista delle amministrative di maggio e ha esortato il partito a mettere da parte i litigi. «La campagna elettorale – ha detto – deve vedere la Lega tutta unita, non con le storie e le beghe. Quel che è avvenuto ultimamente ci ha permesso di liberarci di un po’ di gente che era lì solo a elemosinare il posto. Da domani dobbiamo tirare fuori i gazebo».

Donadi: Bossi parla come un terrorista. «Bossi parla come un terrorista – ribatte …

di Paolo Calia

TREVISO – Il falco è caduto. Piergiorgio Stiffoni, classe 1948, in Senato ininterrottamente dal 9 maggio 1999, è da sempre il volto duro del Carroccio trevigiano, il “falco” per eccellenza. Anche nell’ultimo tribolato mese si è sempre difeso attaccando.

Un mese iniziato con lo scandalo Belsito, le intercettazioni compromettenti e il suo nome che saltava fuori quasi con regolarità. Del resto l’odore acre della battaglia lo ha sempre esaltato. Figuriamoci quello della lotta per la sopravvivenza. E quando si è visto accostato troppo spesso al tanto detestato Belsito, quando ha sentito le prime insinuazioni, i commenti a mezza bocca sulla sua condotta, non ha guardato in faccia nessuno. Nemmeno il suo segretario provinciale Giorgio Granello, finito nel centro del mirino per aver osato mettere in dubbio la sua onorabilità; nemmeno un militante storico della Lega trevigiana che, dalle pagine di un giornale, lo ha definito “bugiardo”: entrambi querelati.

È sempre stato un duro, Stiffoni. Anche a costo di risultare antipatico. Diretto, implacabile nelle sue osservazioni. Talmente duro da essere l’unico ad aver avuto il coraggio di mettersi contro un’icona del calibro di Giancarlo Gentilini. Adesso tanta inflessibilità gli si ritorce contro. Ieri non ha voluto parlare: telefono muto, messaggini sempre senza risposta. Del resto lo aveva detto una settimana fa, quando si è dovuto difendere (sempre all’attacco come da costume) dalle ombre del “caso diamanti”.

La Procura di Milano aveva sollevato qualche sospetto sull’investimento fatto in pietre preziose insieme a Belsito, ipotizzando l’utilizzo non di soldi propri ma di quelli del partito. Stiffoni, per tutta risposta, ha convocato i giornalisti in un albergo trevigiano tirando fuori le ricevute dei bonifici partiti dal suo conto che attestavano l’acquisto di diamanti per duecentomila euro. «Con i miei soldi faccio quello che voglio. E d’ora in poi non intendo più …

ROVIGO – Ha scosso la comunità di Scardovari e tutto il territorio del comune di Porto Tolle la scomparsa di Flavio Gibbin, 36 anni, dipendente della Regione per il servizio forestale, ex giocatore di calcio dello Scardovari, della Portotollese e Polesine Camerini.

Flavio si è spento l’altra notte alle ore 23,45 all’ospedale di Milano dove era ricoverato per curare un devastante e infido male, che lo ha colpito ai polmoni, un tumore che in un solo mese e mezzo da quando è stato diagnosticato lo ha portato via dai suoi cari.

Lascia la convivente Serena e uno splendido figlio di soli 15 mesi, che ora nella loro casa di Corbola non troveranno più una persona stupenda che sempre si è fatto volere bene da chiunque nella sua vita, dove gentilezza ed educazione erano i lati del suo carattere più apprezzati da tante persone. Lascia anche la madre Luisa che vive a Scardovari, dove probabilmente si svolgeranno venerdì i funerali.

Pochi anni fa aveva anche il padre di Flavio, Alfredo Gibbin, dirigente dello Scardovari Calcio, era morto per un male analogo. Da Scardovari ieri all’alba sono partiti in auto la madre, il cugino Simone Gibbin ex capitano dei Pescatori e l’altro compagno di squadra Luca Bortolotti per andare a Milano.

In paese la notizia si è sparsa rapidamente suscitando profondo dolore. Il direttore sportivo gialloblù Sergio Bortolotti è affranto dal dolore: «Inutile parlare di Flavio, sappiamo che persona stupenda era. Ha fatto più di dieci anni allo Scardovari crescendo nella giovanili, segnando parecchio. Era dotato di grandi doti tecniche, ma è sempre stato umile e serio». Flavio Gibbin, attaccante dotato di una buona tecnica, eccelleva nella rovesciata e nel colpo di testa, era stato lanciato in Eccellenza con lo Scardovari nel 1991/92 a soli 16 anni da Piero Carnacina. «Era uno …

La Polizia sotto casa.

Martedì 12 Giugno 2001, ore 15.31

La Polizia sotto casa.

Lavorare per la sicurezza del quartiere, collaborare con la popolazione, è l’obiettivo del nuovo Commissariato di Polizia di Via Doberdo’ a Ospizio, attivo già dal marzo scorso,ma inaugurato ufficialmente questa mattina . E a tagliare il nastro è stato proprio un ragazzo del quartiere, uno studente della scuola media Emilio Lepido. Momento simbolico che ha chiuso la cerimonia cui ha partecipato, in rappresentanza del Capo della Polizia, il Prefetto dottor Pietro Longo Direttore Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato. La cerimonia si era aperta con la deposizione di una corona ai piedi della lapide che nel cortile del nuovo Commissariato ricorda i caduti della Polizia di Stato.Poi i discorsi del Questore Antonio Sofia, del sindaco di Reggio Antonella Spaggiari e del Prefetto Longo.Tutti hanno sottolineato l’ìmportanza della collaborazione tra ente locale e forze dell’ordine. Da questa sinergia nasce appunto il Commissariato di prossimità inaugurato questa mattina e realizzato a tempo di record : un mese in tutto dal memento della decisione alla fine dei lavori.L’edificio, di proprietà del Comune , è stato ristrutturato a spese dell’amministrazione comunale e concesso in comodato alla Questura. Un’esperienza tra le prime in Italia ,questa di Reggio , insieme a quelle di Modena e Verona. Le prime tappe che realizzano il progetto di una Polizia piu’ dispondente alle quotidiane e concrete esigenze di sicurezza dei cittadini. Attualmente il Commissariato si avvale di un organico di 33 elementi di cui 2 ispettori , 2 sovrintendenti e 29 tra agenti ed assistenti . Una volante è attiva 24 ore su 24.In dotazione di 5 autovetture con le insegne e un’autovettura Punto. All’interno del Commissariato anche una foresteria che piu’ ospitare 6 persone. Dal momento dell’apertura del commissariato, il 27 marzo scorso, ad oggi sono …

Sarto – Ai Ministri dell’ Interno e dell’Ambiente

Premesso:

che il 28 settembre 2000 a Narbolia, durante la presentazione pubblica dello Studio d’Impatto Ambientale redatto dagli studenti dell’Universita’ di Sassari, sede di Nuoro, coordinati dal docente prof. Virginio Bettini, uno sparuto gruppo di dipendenti del che nel corso della stessa conferenza ignoti distruggevano il cristallo posteriore dell’autovettura del portavoce della Federazione dei Verdi di Oristano Andrea Atzori, leader del Comitato Internazionale per la salvaguardia delle dune e del bosco di Is che gia’ lo scorso 8 aprile sempre a Narbolia analogo episodio si è verificato sempre ai danni di Andrea Atzori;

considerato:

che in occasione della visita del Ministro dell’Ambiente Willer Bordon a Narbolia il 26 giugno scorso il responsabile locale delle associazioni ambientaliste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico e’ stato fisicamente aggredito in pubblico dall’ex sindaco del paese Franco Firinu;

che il 6 marzo scorso la tensione esistente a Narbolia ha persino impedito alla parlamentare europea Monica Frassoni di incontrare l’attuale sindaco del paese Maria Dolores Sanna;

che nei mesi scorsi si sono verificati altri atti vandalici come la distruzione di vigneti appartenenti a residenti non favorevoli alla speculazione immobiliare finanziata dalla Banca della Svizzera Italiana; che in una lettera firmata da un gruppo di residenti a Narbolia, anch’essi contrari alla distruzione del bosco di Is Arenas, pubblicata il 14 luglio scorso sul quotidiano “La Nuova Sardegna” si legge testualmente:

” Non siamo intervenuti pubblicamente a anche per paura della nostra incolumita’ fisica… abbiamo chiesto alle forze dell’ ordine e alla magistratura la protezione della nostra persona, delle nostre famiglie e delle nostre cose da qualsiasi aggressione, atto vandalico o criminale ” ;

per sapere:

quali urgentissime azioni il ministro dell’interno intenda porre in essere per garantire a Narbolia e nell’Oristanese il rispetto delle piu’ elementari esigenze …

Affrontando il futuro con la fiducia in Dio: il Comitato per la pianificazione strategica inizia i suoi lavori alla sede centrale mondiale della Chiesa Avventista

Silver Spring, Maryland USA…. [ANN]

Sorgendo da un bisogno sentito di concentrarsi intenzionalmente sul futuro e di anticipare le sfide e le opportunità che si presentano alla Chiesa Avventista del 7° Giorno, la Direzione della Chiesa ha dato inizio ad un nuovo comitato di studio per la pianificazione strategica. Il comitato considererà una vasta serie di problemi potenziali e fornirà un rapporto al Comitato Esecutivo mondiale della Chiesa.

Nell’aprire la discussione sui futuri piani e prospettive, il Dr. Jan Paulsen, presidente della Chiesa a livello mondiale afferma che si prospetta un’era di progresso positivo. “Sto guardando in avanti a un decennio di concentrazione sull’essere Chiesa, e non essere distratti dalle altre questioni. Vogliamo concentrarci sulla vita della Chiesa e su come arrivare agli altri e raggiungere chi è ancora fuori dalla Chiesa.”

Tale messa a fuoco, avrà tre aspetti principali, secondo il pastore Paulsen.

1. La Chiesa come strumento della missione di Dio. “Quando la Chiesa dimentica la sua missione deve riflettere se è utile a Dio e all’umanità. Non dobbiamo lasciarci vincere dalla tentazione di comprare giocattoli per intrattenere noi stessi, ma dobbiamo usare le nostre risorse per adempiere alla missione della Chiesa.”

2. Il concetto di maturità spirituale e la qualità della nostra vita cristiana. “Dobbiamo cercare di sviluppare una cultura della Chiesa estremamente amichevole per chi vi si avvicina. Le persone stanno cercando qualcosa di meglio di quello che hanno. La Chiesa ha bisogno di essere una comunità piena di calore, un luogo in cui sentirsi a casa propria.”

3. L’aspetto essenziale dell’unità della Chiesa. È di vitale importanza che noi coltiviamo intenzionalmente gli elementi che ci legano insieme. Dovremmo identificare tali …

AMAZZONIA CHIAMA ITALIA

Conosciamo le prove che Benedito ha dovuto superare nella sua vita….

Originario di Porto Velho (una città dello stato di Rondonia), é stato abbandonato con i figli dalla sua prima moglie e dopo qualche anno ha incontrato una nuova compagna con la quale ha costruito una nuova famiglia e si é trasferito al Mocambo.

La serenità di Benedito dura pochi anni, la nuova compagna muore di parto dando alla luce una bellissima bambina: Lidia.

Benedito rimane nuovamente da solo con cinque figli da crescere e la più grande, di 11 anni, si ritrova a fare da mamma per tutti, soprattutto per l’ultima arrivata.

Benedito non si aspettava questo dalla vita, ma crede fermamente che Dio sa quello che fa e che noi uomini non possiamo disperarci, dobbiamo andare avanti e continuare con forza.

Tre anni dopo la morte della compagna scoppia uno scandalo in casa, Benedito scopre che la figlia ormai quattordicenne, ha una relazione con un uomo sposato, é rimasta incinta e vuole andare a vivere nella casa che quest’uomo sta costruendo per lei.

Benedito soffre per quello che sta succedendo e si preoccupa per le ultime due figlie, chi si prenderà cura di loro adesso?

Non può lasciarle in casa da sole, lui di giorno deve lavorare e torna a casa solo di sera…..e poi, non sono passati molti anni da quando la figlia della vicina é stata violentata e uccisa da uno sconosciuto venuto da Manaus.

Decide così di ritornare nella sua città natale, Porto Velho, accompagnato dalle due figlie minori e chiede ad uno dei figli avuti con la prima moglie, di accettare le bambine nella sua famiglia per farlo stare più tranquillo. Il figlio accetta e Benedito ritorna al Mocambo, ma pochi anni dopo una nuova tragedia sconvolge la sua vita.

Settimana scorsa una terribile …

Cronaca

Possedevano tutto l’occorrente per entrare nelle case senza effrazioni. Anche le serrattura evolute per loro non avevano segreti. Dopo un attento studio erano in grado di fabbricare una copia di chiave uguale all’origianale. Arrestate sono finite cinque persone, gravitanti nella nostra città. L’operazione che ha portato alle manette ha visto impegnate le squadre mobili della polizia di Reggio e di Bologna. Nel capoluogo di regione, in zona Corticella, l’ultimo appartamento svaligiato dai delinquenti. Oggetto della refurtiva, orologi, gioielli, un pc portatile, e anche qualche vestito.

Sulle tracce dei ladri si è messa la polizia di Reggio in seguito a una segnalazione arrivata da Trento, dove era stata avvistata un’auto sospetta. Individuata nella nostra città, la vettura è stata pedinata da agenti in borghese. Le due persone a bordo sono state seguite fino a Bologna, nel quartiere di periferia dove era appena avvenuto il furto. In un piazzale si sono fatti consegnare alcune borse da tre uomini e poi sono ripartiti per fare ritorno. Mentre i poliziotti bolognesi arrestavano i tre che avevano eseguito la consegna, trovandoli in possesso di arnesi da scasso così come di biglietti del treno per la tratta Reggio-Bologna, gli agenti della prevenzione crimine hanno organizzato un posto di blocco sulla via Emilia, a Masone, dove è terminata la corsa dei due tizi dell’auto pedinata, che inutilmente hanno tentato di eludere il controllo, cercando anche di sbarazzarsi di una borsa gettandola dal finestrino.

Perquisizioni agli indirizzi dei due hanno permesso di recuperare ulteriori articoli ritenuti probabile provento di altri furti, e attrezzature per replicare chiavi. Di origine georgiana, i cinque arrestati hanno età comprese tra i 26 e i 49 anni. Tutti con precedenti, aspetteranno in carcere, due a Reggio, tre a Bologna, il processo per concorso in furto aggravato. Dall’inizio dell’anno salgono a 18 gli …