Oggetto: Frenare (3) : tecniche di frenata su superfici differenti

Come già anticipato nei topic sulla frenata nella sezione “Educazione stradale”, cercherò di spiegare alcune tecniche che ho appreso circa 10 anni fa (quando i corsi di guida non erano così tecnici e specialistici, e, soprattutto, quando le vetture con ABS non erano così diffuse) e che servono a ridurre, se correttamente applicate, lo spazio di frenata (per vetture prive di ABS) senza perdere il controllo del veicolo. Mi rendo conto della potenziale pericolosità di alcune manovre e ne raccomando pertanto l’utilizzo, a mò di esercitazione e con una certa gradualità, solo in appositi spazi chiusi al traffico e possibilmente con la supervisione di un guidatore più esperto.

Supporremo di dover frenare in presenza di un eventuale ostacolo, avendo a disposizione tutto lo spazio per farlo, che la nostra vettura non abbia l’ABS e che l’obiettivo sia quello di ridurre al minimo lo spazio di frenata (calcolato dall’istante in cui i freni comincino ad attaccare). Esporremo tre tecniche di frenata differenti:

FRENATA STACCATA AL LIMITE SU ASFALTO O CEMENTO

Quando la strada è asfaltata o anche solo cementata, asciutta o bagnata che sia, ma offre un buon coefficiente di attrito, questa è la tecnica da applicare, poiché permette di arrestarsi nello spazio più breve possibile. La frenata al limite (ben conosciuta dai pistaioli e chiamata frenata morbida) consiste nel premere il pedale del freno sino, e non oltre, il punto esatto che precede il bloccaggio delle ruote. Non è semplice da mettere in pratica: il principio consiste nel rallentare al massimo e gradualmente la rotazione delle ruote senza farle slittare. Quando saremo padroni della tecnica corretta (con gradualità e per velocità man mano crescenti) ed avremo raggiunto questo limite di aderenza, manterremo il piede nella posizione ascoltando un leggerissimo “sussurro” …

Inviato da Sergio Stagnaro il 17/11/2011 alle 06:50

Ieri, in TuttoScienze de La Stampa, pag 33, 16 Nov., articolo firmato da Daniele Banfi, ho letto che il Premio Nobel , Harald zur Hausen oncologo, vuole vaccinare contro l’HPV TUTTE le donne. Nessuno dei due nominati conoscono il Terreno Oncologico! Dal sito del NEJM27udm:http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp1112191?query=featured_hematology-oncology#t=comments

PSA Evaluation only in presence of Prostate Oncological Inherited Real Risk.

To ascertain PSA in all men, without knowing prostate cancer Inherited Real Risk, is neither scientific nor useful.

Inviato da Sergio Stagnaro il 24/10/2011 alle 13:27

La troppa informazione uccide l’informazione. Primo esempio: se si chiede a Google.com “Oncologgical Terrain” si ottengono 860.000 risposte. Quanti in Italia sono informati sul Terreno Oncologico? Secondo esempio: esiste un generale consenso sul fatto che il cancro è una epidemia in aumento. Quanti però sanno che esiste la “reale” possibilità di ricnoscere alla nascita il Reale Rischio Congenito di cancro e guarirlo con medicine NON-COSTOSE?

Domandiamoci il perché di una informazione malata.

Inviato da Luciano De Marinis il 03/10/2011 alle 19:36

Sono un medico dentista della provincia di Campobasso iscritto all%u2019Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Campobasso dal 27/05/1987 che è giunto,purtroppo,ad una drastica decisione: USCIRE DALL%u2019ORDINE . Il motivo è squisitamente ETICO in quanto sono in grado di dimostrare come la giurisprudenza italiana giustifica e legittima l%u2019eutanasia passiva (vd. sentenza n°30328 del 10/7/2002 della Corte di Cassazione!!)

Inviato da anna maria il 05/06/2011 alle 18:01

PRESIDENTE NAPOLITANO!!!!!! DAVANTI ALLA SUA ABITAZIONE C’E’ UN UOMO,UN SERVITORE DELLO STATO FABRIZIO ADORNATO MARESCIALLO DEI CC CHE SI STA LASCIANDO MORIRE DI FAME PER COLPA DI UNA LEGGE CHE NON LE PERMETTE DI ESSERE PADRE!!!! QUEST’UOMO CHIEDE SOLO DI AVERE UN ATTIMO DEL SUO TEMPO PER PARLARE DELLA SUA SITUAZIONE,, LO RICEVA CI DIMOSRTI CHE SIAMO DAVVERO IN UN …

BIOTECNOLOGIE E BREVETTI IN EUROPA

Intervento di Kober: brevetti biotech concessi dall’UEB in conformità con la normativa vigente

In seguito ai recenti dibattiti nei quali le complesse questioni sollevate dalle biotecnologie in Europa sono state riportate dai media quasi esclusivamente quali problemi riguardanti i brevetti sulle biotecnologie, il Presidente dell’Ufficio europeo dei brevetti (UEB) Ingo Kober è intervenuto con un comunicato stampa il 27 giugno 2000 per rettificare alcune informazioni errate che ne sono derivate. In particolare Kober ha voluto fare chiarezza sulle effettive modalità in base alle quali l’UEB svolge la sua attività, le quali sono state specificamente oggetto di una errata informazione.

L’idea che in Europa non esistano basi normative per concedere brevetti per invenzioni biotecnologiche, o che l’UEB insieme al brevetto conceda la propria approvazione alla tecnologia oggetto del brevetto stesso, che l’ammissione di errore da parte dell’UEB si traduca in abituale trasgressione contro un tabù, e che l’UEB abbia un interesse economico nel concedere brevetti europei, sono le informazioni erronee circolate recentemente che Kober ha autorevolmente confutato.

Kober ha sottolineato innanzitutto che le attività dell’UEB nel campo dei brevetti biotecnologici sono basate esclusivamente sulla normativa esistente (Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) e Direttiva 98/44 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, così come è stata incorporata nel regolamento di attuazione della CBE), e che tale normativa non contiene alcun principio che escluda la materia vivente dalla brevettabilità, in linea con una lunga tradizione europea in questo campo (Kober si è riferito esplicitamente alla sentenza tedesca sulla “colomba rossa” del 1969).

Il Presidente ha inoltre ricordato che l’UEB ha sempre prestato un’attenzione particolare ai problemi etici (nel 1998 una circolare richiamava l’attenzione degli esaminatori sulla questione) e che in ogni caso le attività dell’UEB sono soggette ad un sistema di controlli che consiste nelle procedure di opposizione e …

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“Ragazzi della terra di nessuno”

Libro di G.Solino a Polignano a mare

Cultura

14.07.09 Caserta – Il Dirigente della Provincia Gianni Solino a Polignano a mare per l’ottava edizione del Premio Letterario “Il libro possibile” – il romanzo “ragazzi della terra di nessuno” di G. Solino, suscita interesse e consenso in molte realtà nazionali -. Pubblicato di recente dalle edizioni “la Meridiana” il breve ma avvincente romanzo parzialmente autobiografico, di Gianni Solino, continua un suo percorso privilegiato iniziato da subito per la particolarità del tema su cui poi si sviluppano i racconti ovvero le “storie” di alcuni ragazzi nati e cresciuti nell’agro aversano, in quella fascia di territorio che comprende, senza soluzione di continuità, Casal di Principe, Villa di Briano, San Cipriano e Casapesenna per giungere alla fascia costiera con Villa Literno e Castevolturno. Sono tutte storie di ordinario degrado socio culturale e di deriva malavitosa, l’endemica patologia di quel territorio che tutto travolge ed assimila, oggi come negli anni raccontati, e che tanto clamore e sdegno ha suscitato e suscita, in questi ultimi anni, nell’opinione pubblica nazionale. Solino non condanna ma neanche assolve, nato e vissuto egli stesso in quelle realtà, si limita a raccontare le esperienze di alcuni di questi giovani, il loro impatto con la malavita organizzata e con un assetto sociale, in special modo negli anni ottanta, più propenso ad accettare l’ordine camorristico che non le regole imposte dalla società civile, dalle leggi dello Stato, uno Stato lontano, per certi versi assente, sicuramente “distratto” rispetto al bisogno di lavoro e di opportunità dei giovani, inevitabilmente attratti dalle prospettive di crescita economica e di rispetto sociale offerte dalla malavita organizzata.

Il tema della Camorra, quindi, narrato sul filo di ricordi personali, …

Attualità

15 nuove licenze entro poche settimane; altre 9 tra qualche mese, quando la sosta alla Mediopadana diventerà a pagamento e sarà conveniente utilizzare mezzi alternativi. Un compromesso che pare rendere tutti soddisfatti: sia il Comune di Reggio, che ha inserito l’aumento di taxi in circolazione nel piano ambientale 2016, sia il consorzio dei tassisti che chiedeva che l’iniezione di nuovi mezzi fosse diluita nel tempo per poter vedere come risponde il mercato.

La commissione consultiva taxi si è riunita nella sede dell’Agenzia per la Mobilità, e sarà proprio lìagenzia, dopo il passaggio in consiglio comunale in programma per il 4 aprile, a dare il via all’iter burocratico che sfocerà nell’emissione del bando per 24 licenze con il rilascio immediato di 15. All’incontro, oltre all’assessore alla mobilità Mirco Tutino, hanno partecipato rappresentanti tecnici del Comune e della provincia, oltre alle associazioni di categoria, alla presidente del consorzio tassisti reggiani Donatella Rota e al segretario dell’Uritaxi Fabrizio Bigi.

Il rilascio di nuove licenze, chiesto da un paio d’anni a questa parte anche dagli stessi taxisti, è stato deciso soprattutto per potenziare il servizio alla stazione Mediopadana. ‘Dopo 20 anni – diceTutino – i taxi aumenteranno. Abbiamo raggiunto questo risultato con un accordo nato tra tutte le parti in causa e questa è una buona notizia’. Attualmente i mezzi in circolazione su tutto il territorio reggiano sono 36. ‘Comincia l’adeguamento dell’offerta di trasporto non di linea che andrà a compimento nel 2020’ dice il presidente della provincia Giammaria Manghi.

A breve verrà decisio se le licenze saranno a pagamento e quanto costeranno. Nell’assegnazione verranno favoriti donne, giovani, disoccupati, titolari fasce Isee basse e possessori di auto elettriche. Il consorzio ha stabilito che, qualora le licenze vengano vendute, il 20% circa dell’introito che per legge spetta ai taxisti verrebbe investito in convenzioni e …

Il Festival Euro Mediterraneo

Musica, danza e teatro in luoghi di impareggiabile suggestione. Dal 28 giugno al 3 agosto, la terza edizione del Festival Euro Mediterraneo porterà quaranta spettacoli nello splendido scenario di Villa Adriana a Tivoli, al Teatro Romano di Ostia Antica e al Teatro Argentina di Roma. In programma, fra gli altri appuntamenti, la prima rappresentazione nella capitale di Candide di Leonard Bernstein, la ripresa del Don Giovanni di Mozart, la prima esecuzione italiana dell’opera Safho di Charles Gounod con la partecipazione del soprano Montserrat Caballé, un gala dedicato al ricordo di Rudolph Nureyev, direttori d’orchestra come Lorin Maazel e Zubin Mehta ma anche spettacoli di danza con il New York City Ballet, Maximiliano Guerra e Carla Facci.

La rassegna si aprirà sabato 28 giugno al Teatro Argentina con Candide (in scena fino al 3 luglio), opera comica in due atti scritta nel 1956 da Leonard Bernstein ispirandosi a Candide ou l’optimisme di Voltaire. Regia, scene e i costumi saranno curati da Enrico Castiglione e la coreografia da Nilas Martins, mentre la direzione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale di Malta sarà affidata a John De Main. Il 4 e 5 Luglio le Grandi Terme di Villa Adriana a Tivoli ospiteranno il New York City Ballet. Nella prima delle due serate, l’ensemble si cimenterà in Davidsbundletanz di George Balanchine, coreografia mai eseguita fuori dagli Stati Uniti e proposta nel ventennale della morte del suo autore. Il giorno seguente si terrà invece il George Balanchine Gala, durante il quale si esibiranno nomi storici della compagnia come Jock Soto, Miranda Weese, Nilas Martins e Peter Boal.

Sempre a Villa Adriana, il 9 luglio andrà in scena un grande appuntamento con la musica sinfonica: Zubin Mehta dirigerà l’ Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nell’esecuzione di Rosamunde Ouverture di Franz Schubert, Romeo e Giulietta di …

di Marco Corazza

VENEZIA – Centotrenta persone tra i 18 e i 35 anni sono state denunciate a Caorle ieri per aver partecipato ad un rave party non autorizzato. Giovani arrivati non solo dalla provincia di Venezia ma anche da gran parte del Nordest, tra cui le province di Treviso, Pordenone, Udine, Rovigo e Belluno.

Avevano scelto un casolare nelle campagne di Caorle, lungo strada Tezzon, ma i carabinieri della stazione diretta dal maresciallo Francesco Lambiase, con il suo vice Longo, erano a conoscenza di un possibile rave in zona. Quando ieri notte sono arrivati in zona hanno notato uno strano movimento tra le campagne della località, solitamente attraversata dai residenti e qualche altro che conosce la zona.

Ieri mattina pioggia di segnalazioni di quel via vai di auto. Quando i militari, giunti in forze dalla compagnia di Portogruaro e di San Donà di Piave e con l’ausilio della Polizia locale, sono arrivati nel casolare, verso le 10 di ieri mattina, i ragazzi stavano ancora ballando dalla sera precedente. Alcuni di loro, alla vista del personale in divisa, hanno cercato di allontanarsi, ma i militari sono riusciti ugualmente a fermarli. Bloccata immediatamente anche la festa illegale, a ritmo di musica elettronica e giochi di luce nel casolare dell’azienda agricola “Generali”. Un capanno usato solitamente per gli attrezzi, che era stato usato abusivamente dagli organizzatori. Tutti i 130 partecipanti sono stati raggruppati e quindi identificati, in una operazione che s’è protratta fino a metà pomeriggio. Per loro è scattata anche la denuncia per danneggiamento, invasione e occupazione di terreni e fabbricati. Per gli organizzatori, denunciati per gli stessi reati, anche le contestazioni amministrative, con tanto di segnalazione agli organi tributari, perché i carabinieri hanno appurato che all’evento i partecipanti avrebbero pagato “regolarmente” il biglietto.

Gli investigatori hanno trova di una grossa …

Si ha l’impressione di una polemica aspra: ci furono tentativi di dialogo

tra la cultura cristiana e pagana?

Direi che la lettura della Bibbia fu un campo di battaglia. Oggi viviamo

nell’epoca del cosiddetto ecumenismo, per cui ognuno ha le sue idee,

continua a professarle nel pieno rispetto di quelle altrui; ma questo

atteggiamento – intrinsecamente giusto, puo’ avere anche un suo risvolto

“patologico”. Il relativismo dottrinale a volte e’ alla base di certo

ecumenismo moderno, per cui si conclude “ignoramus et ignoratimus”, cioe’ alcune cose non le potremo mai sapere. Nell’antichita’ invece non c’era proprio questa mentalita’. In tema di religione, se avevo ragione io, tu eri nel torto, destinato all’inferno; o viceversa. Era una vera e propria battaglia.

Ma l’impero romano non era piuttosto tollerante verso le varie fedi? Perche’

il messaggio evangelico dava cosi’ fastidio ai pagani?

Ci sono vari motivi per cui il Vangelo difficilmente poteva essere tollerato

come lo furono le altre fedi. In primo luogo, mentre l’ebraismo era la

religione di un popolo etnicamente bene individuabile (che esercitava un

proselitismo piuttosto limitato), il cristianesimo si presentava quasi come

un’edizione riveduta e corretta dell’ebraismo, con in piu’ una massiccia

azione missionaria, per cui penetrava in tutti i ceti sociali. Come gli

ebrei, anche i cristiani avevano la convinzione di possedere la verita’ in

esclusiva. Non era cosi’ tra i pagani: il devoto di Giove poteva essere

devoto anche a Marte, e un iniziato ai misteri di Mitra poteva accettare

anche i misteri orfici. Al contrario, i cristiani non potevano accettare

alcun sincretismo. Questo esclusivismo rendeva i cristiani un po’

antipatici, anche perche’ tendevano a sottrarsi ai “numera”, cioe’ le

esigenze di tipo politico della civilta’ antica. Non abbiamo un’obiezione di

coscienza obbligatoria tra i cristiani, che erano lasciati liberi di fare o

di non fare …

Attualità

I recenti fallimenti di Popolare dell’Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Carichieti. Il crollo in Borsa di alcuni titoli bancari. Le accuse rivolte alle banche italiane di aver venduto in maniera disinvolta ai propri clienti prodotti finanziari a rischio. Uno scenario che sta generando preoccupazione anche tra i risparmiatori reggiani. La fiducia sembra ancora prevalere nei confronti degli istituti di credito locali o più radicati sul territorio, ma non mancano i detrattori dell’intero sistema creditizio. “Uno risparmia e poi perde tutto, non ci si può più fidare neanche delle banche”, ci dice un giovane padre di famiglia a passeggio in centro storico con moglie e figlioletta nel passeggino. “Non mi fido – aggiunge un pensionato – da alcuni anni ho tolto tutto dalla banca e l’ho messo in Posta. Quando ho investito i pochi soldi di mia madre in titoli che mi dicevano sicuri, ci ho rimesso molto, quasi la metà del capitale”.

Qualcuno, tra chi mostra una maggiore dimestichezza con conti e finanza, conferma di essere comunque preoccupato e di non riuscire a cogliere appieno ciò che sta accadendo: “Si tratta di speculazioni internazionali al di fuori della mia comprensione. I miei risparmi li ho diversificati evitando le speculazioni o le situazioni più a rischio”. Incontriamo altri che dicono di non avere da parte grandi risparmi: “Non ne ho – confessa un pensionato il cui accento tradisce un’origine meridionale – da quando sono venuto a Reggio fino ad ora ho comprato la casa. Niente azioni, niente titoli bancari, nessuna obbligazione”. Gli fa eco un ex commerciante con la moglie a braccetto: “Altro che azioni e obbligazioni, io ho investito su cose solide e sul futuro dei miei figli, facendoli studiare e laureare. Quale investimento migliore di questo?”.

Oggi, intanto, le Borse hanno tirato il fiato. …