Con o senza sole, una pelle dal colore meraviglioso

Un bel colore ambrato, generalmente, fa piacere a tutte le donne; ma presentarsi in spiaggia bianche come un lenzuolo non è il massimo della vita. Vengono in aiuto in questa situazione gli autoabbronzanti, cosmetici non tossici che non invecchiano o irritano la pelle. Il colore si ottiene in qualche ora e si può accentuare con ulteriori applicazioni di prodotto. Gli autoabbronzanti generalmente contengono una molecola di sintesi che reagisce con gli aminoacidi posti sulla superficie della pelle;

la molecola si ossida a contatto con l’aria e fa diventare la pelle di un bel colore dorato. Ci sono solo due piccoli inconvenienti: questi prodotti tendono a seccare la pelle e non hanno un profumo gradevolissimo. Il consiglio è quello di applicarli la sera su pelle perfettamente asciutta e pulita; usate dei guanti per applicarla, altrimenti i palmi delle mani diventeranno di un colore non troppo naturale. Cominciate con i piedi e le gambe, lasciando per ultimi gomiti e ginocchia (in queste zone usate pochissimo prodotto perché la pelle spessa si scurisce di più); non dimenticate le orecchie. Da non toccare assolutamente sono capelli, ciglia, sopracciglia, palpebre e piante dei piedi. Lasciate asciugare bene, prima di rivestirvi, e non fate la doccia nelle successive 3-4 ore per lasciar agire bene l’autoabbronzante. In seguito, potete applicarne ancora per un effetto più marcato.

Dopo averla detersa bisogna nutrirla utilizzando creme che fungano da veicolo per il trasporto dei principi attivi idratanti attraverso i vari strati componenti la cute.

Con questo obiettivo, la moderna ricerca cosmetologia ha messo a punto nuove molecole chiamate liposomi che sono in grado di inglobare un principio attivo che normalmente non riesce a penetrare nell’epidermide per portarlo sotto il primo strato di cellule cutanee. …

Quando le persone pensano alla riduzione del peso, l’immagine che si forma nella loro testa presenta una persona nervosa a causa di una dieta rigorosa e costantemente esaurita a causa dell’esercizio fisico intensivo. Ma è davvero così?

Nessuna fatica, nessun risultato

perdita di peso naturaleAlcuni diranno che il peso non può essere perso senza una certa fatica e che la fatica corrisponde a sessioni di allenamento intensivo e al rigoroso rispetto di regole del regime alimentare. Ma la situazione potrebbe non essere tale. La dieta seguita non dovrebbe essere rigorosa, ma più lenta e sana, che si concentra su una lieve differenza tra le calorie assunte e le calorie necessarie. Con una leggera attività fisica potrebbe essere la combinazione perfetta per una sana riduzione di peso, una perdita di peso naturale. Quando si tratta di attività fisica, per quanto intensa, può sempre essere definita naturale. Non viene usato nulla di aggiuntivo, solo il corpo per eliminare i problemi del corpo stesso.

Attività fisica

Se la perdita di peso naturale è tutto ciò che ci si aspetta dall’attività fisica, allora il tipo di allenamento cardio è una scelta eccellente. L’aerobica, il jogging, con un po’ di nuoto occasionale, non c’è bisogno di altro. È consigliabile passare da un’attività all’altra il più spesso possibile per attivare tutti i gruppi muscolari e anche per usare gli stessi muscoli in modo diverso. Ciò aumenterà ulteriormente il processo di combustione dei grassi, che è l’obiettivo principale di tutta la faccenda. Solo dopo qualche tempo, quando il grasso viene perso, si dovrebbe pensare ad aggiungere un po’ di peso ed esercizi di tipo anaerobico, al fine di aumentare un po’ la massa muscolare e di creare un corpo ben modellato.

Ulteriori metodi di aiuto

corpoperfettoPoiché stiamo parlando di misure salutari, è ovvio che non si possono

Giovedì 28 luglio 2016

TORONTO – Ottimizzare l’effetto della chemioterapia attraverso una dieta a forte restrizione calorica, capace di indebolire le cellule cancerogene e rafforzare quelle sane.

Si chiama “mima digiuno” la dieta elaborata da Valter Longo, direttore del Longevity Institute alla University of Southern California e direttore del programma di cancro e longevità all’Ifom di Milano (Istituto Firc di Oncologia Molecolare).

L’ultimo studio su questo approccio alimentare è stato pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Cancer Cell, ma già in passato Longo aveva dimostrato sperimentalmente i benefici di questa dieta nel contrasto ad alcune patologie, prima sulle cavie da laboratorio e poi sugli esseri umani.

Come l’esperto ci dice, «si tratta di una serie di nutrienti che hanno lo stesso effetto del digiuno ma che permettono comunque alla persona di mangiare. Nello specifico è una dieta a basso contenuto di proteine e di zuccheri, ma ad alto contenuto di grassi particolari».

Riducendo così i livelli di glucosio e del fattore di crescita insulino simile 1, IGF-1, si attiverebbe infatti il sistema immunitario, aiutando l’organismo a combattere il cancro.

Nello specifico, si ridurrebbero in questo modo i livelli di un enzima abbondantemente presente in genere nei tumori, il cosiddetto “eme ossigenasi” che frena l’azione dei Linfociti-T capaci di “uccidere” il tumore.

La dieta mima digiuno è stata testata con successo anche su altre patologie. Pubblicazioni passate si erano infatti concentrate sulla riduzione dei fattori di rischio di diabete, cancro, malattie cardiovascolari e dei sintomi della sclerosi multipla. La dieta viene quindi elabobata tenendo in considerazione le necessità del paziente, ma si tratta comunque di una dieta vegana che prevede dalle 800 alle 1100 calorie giornaliere.

In uno studio pubblicato lo scorso anno si è dimostrato come la dieta può diminuire il grasso addominale viscerale e ridurre così i marcatori dell’invecchiamento e …

È l’accusa dell’organizzazione contro le multinazionali del tabacco.

Fumo: sabotaggio all’attività Oms

Per le compagnie era la principale nemica • L’esempio più recente è del 1998 • La Philip Morris nega le accuse • Ogni anno muoiono quattro milioni di fumatori

Ginevra. Le grandi multinazionali del tabacco avrebbero condotto una “sporca guerra” per sabotare le attività dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i suoi programmi di lotta contro il fumo. È quanto sostiene, in un voluminoso rapporto pubblicato a Ginevra, l’Oms denunciando le manovre messe a punto dalla Philip Morris e da altre aziende per infiltrare l’organizzazione, screditarla e aizzare contro di lei le altre agenzie specializzate dell’Onu, giornalisti e scienziati. «L’azione delle multinazionali del fumo», si legge nel rapporto, «è andata ben oltre il consueto lobbying: il tentativo di sabotaggio dell’Oms è stato ben finanziato, sofisticato e quasi sempre invisibile».

«Le compagnie del tabacco ritenevano che l’Oms fosse uno dei loro principali nemici», afferma lo studio evocando il piano d’azione in 26 punti, il Boca Raton Plan elaborato dalla Philip Morris alla fine degli anni 80 per lottare contro i nemici del fumo, Oms in testa. Le multinazionali hanno quasi sempre agito in modo subdolo, celandosi dietro organismi accademici o commerciali o ricorrendo a esperti e scienziati, continua il rapporto che evoca preoccupanti casi di «consulenti presso l’Oms, pagati per favorire gli interessi dell’industria del tabacco». Lo studio descrive le manovre dei produttori di sigarette per convincere i paesi poveri che il fumo era solo un problema dei paesi ricchi. E racconta i tentativi di contrapporre all’Oms le altre agenzie specializzate dell’Onu, in particolare l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura incaricata di vantare l’importanza economica della pianta del tabacco. Gli autori del rapporto citano alcuni esempi di tentativi di manipolazione. Il più recente risale al 1998 e riguarda uno studio …