Suicidi, il patriarca: «Non sempre la Chiesa ha capito il loro dramma»

di Giuseppe Pietrobelli

VENEZIA – Rincarano gli autobus ovunque e in qualche caso si riducono le corse. È la risposta delle amministrazioni locali alla crisi. O meglio alla mazzata del governo che è cominciata un anno fa, ma i cui effetti si cominciano a sentire oggi, in maniera significativa per le tasche dei cittadini in un settore sensibile come quello dei trasporti pubblici. I numeri sono importanti. Perché a Belluno si arriva a incrementi delle tariffe del 15 per cento, a Padova del 10 per cento. Mentre a Rovigo il 9 per cento colpisce i biglietti singoli sulla rete extraurbana e il 3 per cento gli abbonamenti. Stangata anche a Venezia, mentre a Treviso l’Actt decide di intervenire sulla frequenza delle linee. Insomma, una vera cura dimagrante – con qualche rara eccezione – che ha fatto insorgere un po’ tutti.

A Venezia non è bastato un incremento da turismo estivo di due milioni e mezzo di euro per l’Actv. Un anno dopo il rincaro che aveva portato il biglietto ordinario in Terraferma da 1.10 a 1.20 euro, ecco un nuovo salto di altri 10 centesimi che fanno di Mestre la città più cara del Veneto e del Friuli. Se la Regione Veneto ha tagliato una trentina di milioni di euro, l’Actv ha avuto i trasferimenti falcidiati di 12 milioni e mezzo.

Anche a Padova era stato ventilato il biglietto a 1.30. Poi però si è deciso di soprassedere. E così sono stati colpiti gli abbonamenti con un più 9 per cento, mentre la frequenza delle corse ha subito aggiustamenti. Ma per compensare i costi delle famiglie, il biglietto-famiglia cala da 4 a 3 euro. E per chi ha tanti figli ci sono sconti a scalare, fino al quarto, che non paga nulla. Concretamente gli aumenti significano che il mensile ordinario è passato da 34 a 37 euro, mentre l’annuale urbano è cresciuto da 340 a 360 euro. Rincaro dell’8.2 per cento per l’annuale degli studenti, passato da 194 a 210 euro.

Aps holding, la società dei trasporti cittadini, conta nel 2011 di razionalizzare risorse per un milione 400 mila euro e nel 2012 di arrivare a risparmi per 3 milioni e mezzo. Fanno 5 milioni in due anni. Ma se non arriveranno più fondi dalla Regione, appare inevitabile l’aumento a 1.30, dal gennaio prossimo.

A Treviso gli aumenti ci sono già stati a inizio anno. A settembre si usa la leva dei risparmi nei servizi, politica usata anche altrove. A Vicenza gli incrementi sono del 3 per cento, per compensare minori trasferimenti per 800 mila euro. A Belluno una botta per gli utenti di DolomitiBus (gestione provinciale), con eliminazione di agevolazioni per studenti e famiglie.

Il Friuli Venezia Giulia sembra essere ancora un’oasi felice, come dichiarano gli amministratori veneti. Nella tabella si può verificare come i costi delle corse semplici siano i più bassi in assoluto, sia a Pordenone e Trieste (1.05 euro) che a Udine (1.10 euro). Anzi a Pordenone per gli studenti è stata lanciata un’offerta per l’abbonamento annuo: si paga otto volte e mezzo quello ordinario, ma si può usare per dieci mesi. A conti fatti è un risparmio del 12.5 per cento.

Lunedì 19 Settembre 2011 – 14:43 Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Settembre – 10:48

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