Scacco alla banda delle casseforti

Cronaca

Una vera e propria associazione per delinquere con base a Reggio, in grado di colpire in almeno cinque province a cavallo tra Emilia e Lombardia, e in un caso anche in Toscana. Era specializzata in furti in abitazioni, negozi e centri commerciali, dove depredava oro e denaro contante contenuto nelle casseforti, che aprivano servendosi di flessibili.

Dopo indagini iniziate nel 2009 e coordinate dalla Procure di Reggio e Parma, i carabinieri sono arrivati ad individuare gli undici componenti dell’organizzazione. Sono tutti italiani di etnia sinta, hanno tra i 21 e i 47 anni e abitano negli insediamenti di via Strozzi a Reggio, di Cavriago e di Bibbiano. Tra loro anche una donna. Tutti hanno precedenti per reati contro il patrimonio. I militari reggiani e d’oltre Enza li hanno arrestati all’alba con un’operazione congiunta che ha visto impegnato un centinaio di uomini.

Gli arrestati sono Tiziano Barosi (41 anni), Alfredo Amato (41), Gianluca Bianchi (29), Domenico Cordua (37, arrestato a Cutro, in Calabria), Rosario Falbo (47), Alan Grisetti (21), Alex Grisetti (23), Elvis Truzzi (24), Giancarlo Truzzi (24), Antonio Debarre (37) e Sabrina Debarre (23).

A loro carico ben 43 colpi messi a segno e altri cinque tentati nel periodo che va dal 2009 al 2012: ventotto furti commessi a Parma, sei a Reggio e provincia, sei a Mantova e Cremona, due a Modena, uno a Massa. Nella nostra provincia avrebbero tra l’altro assaltato due supermercati Conad, in città e a Quattro Castella, l’Ecu di Vezzano e la Coop di Gualtieri portando via decine di migliaia di euro.

Secondo gli inquirenti, al vertice dell’organizzazione c’erano Tiziano Barosi (l’unico rinchiuso nel carcere di via Settembrini), Alfredo Amato, Giancarlo Truzzi e Gianluca Bianchi (agli arresti domiciliari insieme ai sette complici). Erano loro a scegliere gli obiettivi da colpire e a impartire di volta in volta le direttive a tutti gli altri.