Speciale – Brass 70

AUCKLAND (NUOVA ZELANDA) – Le semifinaliste di questo Mondiale sono le stesse della prima edizione della Coppa del mondo, quella del 1987, giocata in Australia e Nuova Zelanda e vinta dagli All Blacks: Galles, Francia, Australia e Nuova Zelanda. Diverso fu allora l’incrocio nelle semifinali: la Nuova Zelanda strapazzò il Galles, mentre la Francia superò un po’ a sorpresa l’Australia a Sydney. Una partità che pesò sugli Wallabies, che poi furono sconfitti dal Galles nella finale per il terzo posto, mentre nella finalissima trionfarono gli All Blacks 29-9. Fu la prima e finora unica vittoria della Nuova Zelanda in una Coppa del mondo.

Torniamo al 2011 e vediamo come sono andati i quarti di finale.

Galles – Irlanda 22-10

Tre mete a una per il Galles, ma un successo un po’ a sorpresa per la giovane formazione gallese. Nel primo tempo l’Irlanda, che nel girone di qualificazione aveva eliminato l’Italia, ha peccato un po’ di presunzione, rinunciando a calci piazzabili per un cecchino come O’Gara, e cercando la meta per pareggiare quella di Shane Williams all’inizio del match. Risultato: grande difesa del Galles che al 40′ era sul 10-3. Copione simile nella ripresa, con l’Irlanda che si è spesso schiantata sulla difesa gallese, mentre i dragoni hanno approfittato di tutte le occasioni per rendere pericolosa la loro talentuosa linea di trequarti.

Francia – Inghilterra 19-12

Negli ultimi due Mondiali l’Inghilterra aveva sempre battuto la Francia e anche questa volta era arrivata allo scontro diretto con i favori del pronostico, ma l’aggressività dei francesi (guidati da un grande Imanol Harinordoquy, che ha ritrovato lo smalto che non aveva avuto nel girone di qualificazione) e la fallosità degli inglesi sono state le chiavi del successo dei transalpini. La Francia aveva chiuso il primo tempo sul 16-0, ma la partita era stata riaperta al 15′ del secondo da una meta di Ben Foden. Ci ha pensato un sicuro e preciso Trinh-Duc a chiuderla con un drop a 7 minuti dalla fine. La meta di Cueto al 77′ ha soltanto reso meno pesante il punteggio.

Australia – Sudafrica 11-9

Se qualcuno avesse visto la partita senza le marcature non avrebbe avuto dubbi: il Sudafrica (che era campione del mondo uscente) aveva vinto nettamente. Invece gli Springboks, pur mantenendo il controllo del match e pur avendo dall’altra parte un Quad Cooper in giornata non di grazia, non sono mai riusciti a sfondare la difesa australiana, che ha anche segnato l’unica meta della partita con James Horwill, che ha approfittato di una palla persa dal Sudafrica dopo una touche vinta (gli Springboks hanno dominato quella fase di gioco). I sudafricani erano riusciti a rimontare l’8-0 iniziale e a portarsi in vantaggio 9-8, avevano anche segnato una meta con Pat Lambie, annullata per un passaggio in avanti, e controllavano la partita. Poi un fallo ingenuo di Matfield in touche ha consegnato la palla della vittoria al piede di James O’Connor, preciso e lucido per tutti gli 80 minuti.

Nuova Zelanda – Argentina 33-10

Nuova Zelanda doveva essere e Nuova Zelanda è stata, ma non è stata una passeggiata per i padroni di casa, messi in difficoltà dalla pressione dell’Argentina, che nel primo tempo si è mantenuta vicina nel punteggio e ha segnato una meta con Cabello. Nella ripresa l’Argentina ha un po’ rallentato, ha subito un cartellino giallo (Vergallo al 18′) e le due mete di due leader della mischia come il ritrovato Kieran Read e il 36enne Brad Thorn hanno chiuso il match. Di certo gli All Blacks hanno sofferto l’assenza dell’apertura titolare, Dan Carter, infortunato e fuori fino alla fine del Mondiale: il sostituto Colin Slade non ha convinto (un suo errore nella presa stava anche per costare una meta) e nel secondo tempo (ufficialmente per un infortunio) ha fatto posto a un Aaron Cruden che ha dimostrato maggior sicurezza.

Il calendario delle semifinali (entrambe si giocano alle 10 ora italiana all’Eden Park di Auckland, diretta televisiva su Sky Sport):

15 ottobre: Galles – Francia