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ROMA – «Rischia la vita, il Nord lo farà fuori»: così il leader della Lega, Umberto Bossi, ha risposto stasera a Piacenza a chi gli chiedeva se Monti durerà anche dopo il 2013. Parole che hanno immediatamente suscitato reazioni sdegnate da varie parti politiche e sulle quali lo stesso Bossi è tornato, abbozzando una parziale marcia indietro.

«Monti antifederalista». «Il governo Monti – ha aggiunto Bossi – è antifederalista, dà retta solo alle banche e all’Europa».

«Monti e Berlusconi? Uno gratta e l’altro tiene il palo» dice Bossi commentando i rapporti fra il premier e il presidente del Pdl.

«Mandano i mafiosi al nord, prima o poi qualcuno li impicca». «Stanno riempiendo il Nord – ha detto Bossi – di mafiosi in soggiorno obbligato, prima o poi qualcuno si decide a impiccarli sulla pubblica piazza. Hanno mandato a Padova il figlio di un mafioso siciliano; come i miei figli sono leghisti, i figli dei mafiosi…».

«Spero che i miei figli non cantino l’inno». «Spero che non lo cantino i miei figli» ha detto Bossi commentando la proposta che ha trovato ampia convergenza alla Camera di istituire l’obbligatorietà dell’Inno di Mameli nelle scuole.

«Lega unita in campagna elettorale». Presentando la candidatura di Massimo Polledri a sindaco di Piacenza, dove la Lega correrà da sola, Umberto Bossi ha lanciato la campagna elettorale in vista delle amministrative di maggio e ha esortato il partito a mettere da parte i litigi. «La campagna elettorale – ha detto – deve vedere la Lega tutta unita, non con le storie e le beghe. Quel che è avvenuto ultimamente ci ha permesso di liberarci di un po’ di gente che era lì solo a elemosinare il posto. Da domani dobbiamo tirare fuori i gazebo».

Donadi: Bossi parla come un terrorista. «Bossi parla come un terrorista – ribatte Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera – La violenza verbale del leader leghista ormai ha raggiunto vette pericolose e non basta giustificarlo perché non sta bene. I vertici della Lega prendano le distanze e smentiscano le parole truci e inqualificabili di Bossi che incitano alla violenza . Tutti i partiti e le istituzioni le condannino perché il confronto politico, per quanto aspro, non può e non deve travalicare i limiti dell’odio e dell’istigazione alla violenza».

Vendola: da Bossi parole violente, non è folklore. «Bossi usa un linguaggio inaccettabile in un consesso civile – dice Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà – Bisogna smetterla di considerare folklore l’uso di un linguaggio violento e intollerante da parte del leader leghista. Tanto più si manifesta la differenza di opinioni con il premier Monti, tanto più alto deve essere il rispetto della persona. A Monti va tutta la nostra più sincera e convinta solidarietà».

Pd: Bossi affetto da squilibrio psichico. «Le dichiarazioni incommentabili di Umberto Bossi sul presidente Monti, non lasciano spazio alcuno a considerazioni di tipo politico – dice Francesco Boccia, deputato del Pd – Il signor Umberto Bossi è chiaramente incapace di intendere e di volere. Certo, fa impressione prendere atto che questo signore, confuso e farneticante, negli ultimi anni abbia tenuto in scacco un intero Paese passando per il leader di una coalizione che a questo punto non esiste più. Ci auguriamo che dentro la Lega esista qualcuno sano di mente in grado di prendere le distanze da queste autentiche follie, segno di un evidente squilibrio psichico».

Bossi: «Minacce? E’ Monti che minaccia noi». Bossi, commentando le notizie d’agenzia che riportavano le reazioni scatenate dalle sue parole, ha abbozzato una parziale marcia indietro. «Ho minacciato di morte Monti? È Monti che minaccia di morte noi… Ho detto che Monti nella testa dei padani non è ben visto perché ci porta la povertà e poi anche la mafia. I giornalisti travisano, non si smentiscono mai quelle teste di legno». A chi gli ha chiesto se la sua era una vera minaccia, ha infine risposto: «No… se devo fare una minaccia la faccio».

Lunedì 05 Marzo 2012 – 22:00 Ultimo aggiornamento: Martedì 06 Marzo – 13:25

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