25 Anni Fa L’album “the Visitors” È Stato Il Primo Cd Al Mondo Realizzato In Makrolon®

Il CD audio: la prima scintilla che ha scatenato la memorizzazione ottica dei dati

Nell’ultimo quarto di secolo il materiale di base per la memorizzazione di dati digitali su CD e simili è stata la plastica hi-tech Makrolon® di Bayer. Lavorando congiuntamente con Philips e PolyGram, Bayer ha sviluppato la tecnologia del compact disc all’inizio degli anni ‘ 80. La produzione di questi dischi si basava su un tipo di policarbonato specialmente adattato allo scopo, che tuttora funge da materiale per molti substrati di registrazione ottica, sebbene fin dai primi giorni sia stato oggetto di numerose modifiche. “Ricordo ancora i ragazzi della Philips che arrivano da noi con un disco lucente di metallo, annunciando: “Presto metteremo della musica su questa cosa”. Noi abbiamo capito subito che stavamo contribuendo a creare una tecnologia totalmente nuova. Tuttavia non avevamo la minima idea che questo piccolo disco avrebbe un giorno cambiato veramente il mondo”, dice il Dr. Hartmut Löwer, ora capo delle Innovazioni Globali della Business Unit Policarbonati (PCS) di Bayer MaterialScience.

I ricercatori Bayer si misero al lavoro su Makrolon® e riuscirono a modificarlo secondo i requisiti speciali dei processi di fabbricazione dell’industria musicale. Lo scopo era di ottenere la più alta qualità ottica e la più alta trasparenza del substrato possibili, cosicché una testina laser potesse leggere il codice digitale di un CD senza alcun errore. Il Dr. Dieter Freitag è stato tra i primi pionieri. Il precedente capo delle Ricerche Centrali sui Materiali di Bayer aveva già sviluppato policarbonati con un livello straordinario di fluidità. Ciò è vitale per la produzione dei CD, perché la plastica deve spargersi rapidamente e uniformemente all’interno dello stampo. “Quello che tuttavia non sapevo era che, con questo prodotto, saremmo stati in grado di suddividere una sinfonia di Beethoven in quattro miliardi di avvallamenti e quindi a comprimerli su un disco del diametro di 12 centimetri.” Ora il Dr. Freitag sa che con Makrolon® Bayer Material Science ha fornito all’industria un materiale “su misura” che avrebbe soddisfatto (e in realtà soddisfa ancora) i requisiti più elevati in termini di capacità di memorizzazione, leggibilità e stabilità dei dati. “La culla della produzione di massa dei CD”, dice Freitag con un sorriso, “è stato lo stabilimento Bayer di Krefeld-Uerdingen. E noi siamo stati le levatrici di questo neonato digitale.”

Herbert von Karajan diede il la. “Cosa? Vuoi dire che puoi girarlo e ascoltare l’altro lato?” chiede il figlio incredulo, mentre suo padre tira fuori con nostalgia il vecchio grammofono per ascoltare un disco. Ormai andrebbe messo in un museo,ma prima che il nero materiale vinilico venisse sostituito dal materiale chiaro e vitreo di Makrolon® e iniziasse una rivoluzione digitale della musica, i “giganti dell’industria” dovettero prima mettersi d’accordo su standard comuni per i CD. Quanti minuti di registrazione e quindi quanta capacità di memorizzazione avrebbe dovuto avere il nuovo supporto? Quale avrebbe dovuto essere il suo diametro? Chiaramente potremmo pensare che decidere fosse compito degli ingegneri, ma non fu così. Dobbiamo la decisione finale a Herbert von Karajan, famoso direttore d’orchestra e genio della musica classica. Avendo compreso esattamente le opportunità digitali del compact disc a questo stadio precoce, von Karajan mostrò una sorprendente lungimiranza. Realizzò che sarebbe stato possibile memorizzare la sua musica e quindi il lavoro di tutta la sua vita per l’eternità, così definì in modo chiaro i parametri di questo nuovo mezzo acustico, insistendo che avrebbe dovuto avere abbastanza capacità da memorizzare il suo pezzo favorito: la 9ª Sinfonia di Beethoven. Così disse il maestro. Michael Lang, Direttore Generale della Deutsche Grammophon, ha commentato: “Vedete quindi da questo esempio come la musica classica abbia effettivamente influenzato la nascita del compact disc. Ma naturalmente la musica classica ha tratto grande beneficio dal compact disc, con il suo suono brillante, la sua maneggevolezza, la facilità di conservazione, nessun graffio, nessuna deformazione. E forse per il maestro von Karajan uno dei vantaggi è stato quello di non doversi alzare per girare l’LP ogni 15 minuti.”

Altre fonti affermano che fu la moglie dell’allora presidente della Sony, Ako Morita, che decise l’odierna capacità di memorizzazione. Oggi una cosa è certa: un CD ha un diametro di 12 centimetri e fornisce abbastanza spazio per 74 minuti di piacere musicale. Quando si trattò del foro centrale circolare, fu un olandese a prendere la decisione finale. Il diametro di 15 millimetri del foro di un CD, che ormai diamo per scontato, era esattamente la misura della più piccola moneta al mondo a quell’epoca: una moneta olandese da 10 centesimi.