Dieta “mima digiuno” contro il cancro

Giovedì 28 luglio 2016

TORONTO – Ottimizzare l’effetto della chemioterapia attraverso una dieta a forte restrizione calorica, capace di indebolire le cellule cancerogene e rafforzare quelle sane.

Si chiama “mima digiuno” la dieta elaborata da Valter Longo, direttore del Longevity Institute alla University of Southern California e direttore del programma di cancro e longevità all’Ifom di Milano (Istituto Firc di Oncologia Molecolare).

L’ultimo studio su questo approccio alimentare è stato pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Cancer Cell, ma già in passato Longo aveva dimostrato sperimentalmente i benefici di questa dieta nel contrasto ad alcune patologie, prima sulle cavie da laboratorio e poi sugli esseri umani.

Come l’esperto ci dice, «si tratta di una serie di nutrienti che hanno lo stesso effetto del digiuno ma che permettono comunque alla persona di mangiare. Nello specifico è una dieta a basso contenuto di proteine e di zuccheri, ma ad alto contenuto di grassi particolari».

Riducendo così i livelli di glucosio e del fattore di crescita insulino simile 1, IGF-1, si attiverebbe infatti il sistema immunitario, aiutando l’organismo a combattere il cancro.

Nello specifico, si ridurrebbero in questo modo i livelli di un enzima abbondantemente presente in genere nei tumori, il cosiddetto “eme ossigenasi” che frena l’azione dei Linfociti-T capaci di “uccidere” il tumore.

La dieta mima digiuno è stata testata con successo anche su altre patologie. Pubblicazioni passate si erano infatti concentrate sulla riduzione dei fattori di rischio di diabete, cancro, malattie cardiovascolari e dei sintomi della sclerosi multipla. La dieta viene quindi elabobata tenendo in considerazione le necessità del paziente, ma si tratta comunque di una dieta vegana che prevede dalle 800 alle 1100 calorie giornaliere.

In uno studio pubblicato lo scorso anno si è dimostrato come la dieta può diminuire il grasso addominale viscerale e ridurre così i marcatori dell’invecchiamento e delle malattie sia nei topi che negli esseri umani.

Riguardo alla sclerosi, invece, nel maggio 2016 è stato pubblicato sulla rivista Cell Reports uno studio in cui si dimostra come una specifica dieta mima digiuno induce le cellule ad attivare un processo-chiave per la riparazione corporea. L’assunzione ristretta di alcuni alimenti e la totale esclusione di altri favorirebbe infatti la rigenerazione della mielina danneggiata dall’autoimmunità.

«Per adesso i dati sui topi hanno dimostrato un grosso potenziale – ci spiega il direttore del Longevity Institute alla USC – ma la sperimentazione sugli uomini è ancora preliminare. Nei topi si è visto che i cicli di dieta mima digiuno portano alla guarigione in un quinto dei casi e nella metà delle cavie si riscontra comunque una riduzione dei sintomi».

Per quanto riguarda l’uomo, Longo ci precisa che «è stato condotto al momento solo un piccolo studio, con un solo ciclo di dieta mima digiuno abbinato alla dieta mediterranea. Si è comunque riscontrato un miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da sclerosi multipla. I risultati dovranno essere adesso confermati con ulteriori studi, durante i quali i pazienti saranno sottoposti a più cicli di dieta, ogni due mesi».

Per sottoporsi a questo regime alimentare è sempre necessario ascoltare il parere medico ed essere seguiti da un esperto.

Non è una dieta che possono fare tutti e Longo sottolinea che «per adesso è consigliata solo per gli adulti ma eventualmente in futuro sarà testata anche sui bambini. Si escludono anche le persone anziane con più di 70 anni, ma ciò non significa che il medico non potrebbe fare un’eccezione. Non è adatta nemmeno alle persone anoressiche o che assumono farmaci per il diabete in quanto potrebbe essere pericolosa in abbinamento con l’insulina».

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