eDay – Fumo: sabotaggio all’attività Oms

È l’accusa dell’organizzazione contro le multinazionali del tabacco.

Fumo: sabotaggio all’attività Oms

Per le compagnie era la principale nemica • L’esempio più recente è del 1998 • La Philip Morris nega le accuse • Ogni anno muoiono quattro milioni di fumatori

Ginevra. Le grandi multinazionali del tabacco avrebbero condotto una “sporca guerra” per sabotare le attività dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i suoi programmi di lotta contro il fumo. È quanto sostiene, in un voluminoso rapporto pubblicato a Ginevra, l’Oms denunciando le manovre messe a punto dalla Philip Morris e da altre aziende per infiltrare l’organizzazione, screditarla e aizzare contro di lei le altre agenzie specializzate dell’Onu, giornalisti e scienziati. «L’azione delle multinazionali del fumo», si legge nel rapporto, «è andata ben oltre il consueto lobbying: il tentativo di sabotaggio dell’Oms è stato ben finanziato, sofisticato e quasi sempre invisibile».

«Le compagnie del tabacco ritenevano che l’Oms fosse uno dei loro principali nemici», afferma lo studio evocando il piano d’azione in 26 punti, il Boca Raton Plan elaborato dalla Philip Morris alla fine degli anni 80 per lottare contro i nemici del fumo, Oms in testa. Le multinazionali hanno quasi sempre agito in modo subdolo, celandosi dietro organismi accademici o commerciali o ricorrendo a esperti e scienziati, continua il rapporto che evoca preoccupanti casi di «consulenti presso l’Oms, pagati per favorire gli interessi dell’industria del tabacco». Lo studio descrive le manovre dei produttori di sigarette per convincere i paesi poveri che il fumo era solo un problema dei paesi ricchi. E racconta i tentativi di contrapporre all’Oms le altre agenzie specializzate dell’Onu, in particolare l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura incaricata di vantare l’importanza economica della pianta del tabacco. Gli autori del rapporto citano alcuni esempi di tentativi di manipolazione. Il più recente risale al 1998 e riguarda uno studio sul fumo passivo condotto dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, l’industria del tabacco ha speso milioni di dollari per influenzarne i risultati e minimizzarne l’impatto, afferma il documento redatto da una commissione di esperti internazionali presieduta dallo svizzero Thomas Zeltner. La Philip Morris ha criticato il documento negando alcune accuse e affermando che molte pratiche descritte nello studio appartengono al passato. Secondo l’Oms il fumo provoca ogni anno nel mondo 4 milioni di decessi. Se l’attuale tendenza non muterà, potrebbero raggiungere i 10 milioni l’anno nel 2020.

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