Mazzola e Rivera: no alla moviola in campo

– dicembre 16, 2004Postato in: SPORT

Sull’introduzione della moviola in campo, Gianni Rivera e Sandro Mazzola, le due bandiere del calcio degli anni ’60, si sono detti ieri fortemente perplessi.

«Moviola in campo? Spero di no, sarebbe una soluzione in continuità con le scelte degli ultimi anni che danno sempre maggiore spazio alla tecnologia e che tendono a robotizzare il gioco del calcio», ha commentato Gianni Rivera, che assieme a Mazzola ha presenziato alla presentazione di un libro fotografico realizzato da Timberland in collaborazione con la Fondazione Istituto Sacra Famiglia. D’accordo con il suo antico rivale: «Prima di introdurre la moviola – ha detto Mazzola – bisognerà fare mille esperimenti, perché altrimenti rischia di diventare un boomerang».

Gianni Rivera, più volte indicato come un “papabile” per i vertici federali, ha poi parlato di altre questioni scottanti relative al mondo del pallone.

Sulla vicenda federale l’ex golden boy ha un’idea chiara: «Se vincesse Abete almeno ci sarebbero un pò di novità. Sarebbe tragico se invece vincesse la vecchia linea, ma il mondo del calcio ormai al tragico ci ha abituato».

«Bisognerebbe fare in modo – ha proseguito – di trovare una maniera diversa per ridistribuire i soldi tra le società per tentare di ridurre gli squilibri che si sono creati».

Altro tema caldo quello del doping: «Quest’anno abbiamo assistito al peggio – dice Rivera -, però per dare dei giudizi bisogna aspettare le sentenze definitive. Comunque come sono riusciti a nascondere questo riusciranno in futuro anche a nascondere il resto».

L’ex golden boy rossonero non ha avuto parole tenere neanche sulla questione arbitrale: «È il sistema che non funziona. Bisognerebbe fare in modo che gli arbitri si dotassero di un organismo di autogoverno, una federazione dei giudici di gara, una specie di Csm delle giacchette nere».

Più sfumata l’opinione di Mazzola: «Credo che gli arbitri italiani siano tra i migliori, d’altra parte il campionato italiano è uno dei più difficili anche per i fischietti. Quindi, nonostante tutti gli errori, cerchiamo di avere la massima comprensione».

Sul big match di sabato sera Juventus-Milan l’ex numero 10 rossonero ha espresso qualche preoccupazione: «Temo stia meglio la Juve visto che ha quattro punti di vantaggio. Il fatto che i bianconeri riescano a vincere soffrendo significa che hanno una carica speciale di cui il Milan deve preoccuparsi».

E Sandro Mazzola: «Il Milan deve diffidare della Juve. È vero che i rossoneri sono più tecnici, ma la squadra di Capello è molto compatta e raramente fallisce le partite decisive».

Mazzola ha parlato tanto anche della sua Inter.

A chi gli chiedeva se la squadra nerazzurra fosse da considerarsi definitivamente fuori dal giro scudetto Mazzola ha ricordato un aneddoto: «Angelo Moratti a metà della stagione venne a dirci di lasciar perdere il campionato, visto che lo svantaggio era diventato troppo consistente. Seguimmo il suo consiglio e ci concentrammo solo sulla Coppa dei Campioni. Ebbene, a fine anno vincemmo sia l’uno che l’altro».

Per l’ex attaccante della Grande Inter, «Mancini ha funzionato al 50 per cento, perché se la situazione in campionato è deficitaria i risultati in Champions League invece sono stati ottimi». «L’Inter – ha concluso Mazzola – ha creduto in Mancini e ora fa bene a dargli tempo e fiducia».