Scuola Guida Sicura “Fabrizio Salatini” :: Leggi argomento – Frenare (3) : tecniche di frenata su superfici differenti

Oggetto: Frenare (3) : tecniche di frenata su superfici differenti

Come già anticipato nei topic sulla frenata nella sezione “Educazione stradale”, cercherò di spiegare alcune tecniche che ho appreso circa 10 anni fa (quando i corsi di guida non erano così tecnici e specialistici, e, soprattutto, quando le vetture con ABS non erano così diffuse) e che servono a ridurre, se correttamente applicate, lo spazio di frenata (per vetture prive di ABS) senza perdere il controllo del veicolo. Mi rendo conto della potenziale pericolosità di alcune manovre e ne raccomando pertanto l’utilizzo, a mò di esercitazione e con una certa gradualità, solo in appositi spazi chiusi al traffico e possibilmente con la supervisione di un guidatore più esperto.

Supporremo di dover frenare in presenza di un eventuale ostacolo, avendo a disposizione tutto lo spazio per farlo, che la nostra vettura non abbia l’ABS e che l’obiettivo sia quello di ridurre al minimo lo spazio di frenata (calcolato dall’istante in cui i freni comincino ad attaccare). Esporremo tre tecniche di frenata differenti:

FRENATA STACCATA AL LIMITE SU ASFALTO O CEMENTO

Quando la strada è asfaltata o anche solo cementata, asciutta o bagnata che sia, ma offre un buon coefficiente di attrito, questa è la tecnica da applicare, poiché permette di arrestarsi nello spazio più breve possibile. La frenata al limite (ben conosciuta dai pistaioli e chiamata frenata morbida) consiste nel premere il pedale del freno sino, e non oltre, il punto esatto che precede il bloccaggio delle ruote. Non è semplice da mettere in pratica: il principio consiste nel rallentare al massimo e gradualmente la rotazione delle ruote senza farle slittare. Quando saremo padroni della tecnica corretta (con gradualità e per velocità man mano crescenti) ed avremo raggiunto questo limite di aderenza, manterremo il piede nella posizione ascoltando un leggerissimo “sussurro” provenire dalle ruote, un semplice accenno di bloccaggio: questo vuol dire che la manovra è perfetta. Dovremo ascoltare il “sussurro” dall’inizio alla fine dell’operazione che ci dirà che le ruote sono vicine al limite del bloccaggio, ma che non devono essere bloccate, perché sono al punto di frenata ottimale per questa situazione. E’ bene ricordare che il “sussurro” è percepibile unicamente su superficie asciutta. Inutile aggiungere che per essere padroni di questa tecnica occorre notevole sensibilità e una lunga pratica (il mio istruttore consigliava di partire da velocità intorno ai 70 Km/h e poi aumentarla gradualmente). Se, durante l’esercizio, sentiremo stridere i pneumatici significa che abbiamo superato il limite e che dobbiamo allentare la pressione sul pedale. Altro consiglio, tra una prova e l’altra, lasciamo raffreddare i freni, guidando a velocità moderata, che immancabilmente si surriscalderanno! Durante l’uso di questa tecnica è consigliabile premere il pedale della frizione, escludendo il freno motore che disturberebbe la manovra. In presenza di asfalto con ottimo grip, è errato frenare sia pompando sul freno che bloccando le ruote: in entrambi i casi si aumenta lo spazio di frenata (oltre che a perdere poi il controllo!).

FRENATA A POMPAGGIO SU GHIACCIO O FANGO

Le superfici ghiacciate, fangose, o leggermente bagnate dalla pioggia offrono un coefficiente di aderenza minimo, pertanto su tali superfici sarà bene frenare cercando di “imitare” l’ABS. E’ impensabile anche qui il bloccaggio poichè allungherebbe enormemente la distanza di arresto con la perdita completa del controllo! La frenata a pompaggio è indicata su superfici sdrucciolevoli e consiste nel “pompare” con decisione il pedale in modo che le quattro ruote si blocchino e si sblocchino simultaneamente e ripetutamente. Attenzione, in presenza di servofreno, a non pompare con troppa rapidità (il dispositivo ritarda la ripresa del movimento delle ruote). E’ proprio questa azione alternata blocco/rotazione che permette alla vettura di non sbandare in frenata. Anche in questa situazione giova porre il cambio in folle per evitare alle ruote di slittare quando il motore va in compressione (freno motore), nel caso contrario la vettura tenderebbe ad andare avanti tutte le volte che lasciamo andare il pedale del freno (specialmente a bassa velocità). Vi consiglio vivamente di provare questa tecnica in un luogo tranquillo, all’inizio dell’inverno, senza aspettare di affrontare il caso concreto privi della necessaria esperienza!

FRENATA AL BLOCCAGGIO SU STRADA STERRATA O GHIAIA

Questo tipo di tecnica è consigliato per superfici granulose, vale a dire su strade sterrate, ricoperte da ghiaia e sabbiose. Su questi manti stradali (coefficiente d’attrito pari a 0,3 circa) la frenata al limite diviene molto difficile e pericolosa. Pompare sul freno allungherebbe lo spazio d’arresto in quanto il coefficiente d’attrito non è particolarmente basso. Il solo metodo efficace è bloccare, letteralmente, le quattro ruote. Bisogna premere il pedale con forza e decisione in modo da provocare il bloccaggio simultaneo di TUTTE le ruote. Questo aspetto è molto importante poiché se il bloccaggio avviene (anche solo per un attimo) solo sull’anteriore la vettura sbanda (in sottosterzo). Vediamo cosa accade quando le quattro ruote si bloccano contemporaneamente. La parte anteriore della vettura si abbassa a causa del trasferimento di carico, mentre le ruote anteriori iniziano a scavare due solchi. Più il veicolo rallenta, più la terra, la ghiaia o la sabbia vanno ad accumularsi davanti ai pneumatici (qualcuno consiglia questa tecnica anche sulla neve fresca!) frenando la corsa del veicolo. Vi meraviglierete constatando come sia minimo lo spazio di arresto. Unico neo: con le ruote bloccate si perde il controllo del veicolo. Ciò nonostante se il pedale del freno è stato ben “martellato”, avendo la sicurezza di bloccare le quattro ruote, la vettura procederà per inerzia in marcia rettilinea. Se volessimo correggere la traiettoria basterebbe rilasciare il freno (facile a dirsi!) correggere con il volante e poi ribloccare per completare l’arresto. In qualche caso la macchina potrebbe deviare naturalmente a destra, per la pendenza naturale della carreggiata; data la distanza d’arresto così ridotta (è più breve della frenata al limite con pari velocità su asfalto!) la deviazione sarebbe comunque irrilevante!

Non vorrei con queste note (si tratta degli appunti che presi all’epoca del mio corso di guida) aver innescato un meccanismo di curiosità, che spinga ad azioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza. Consideratele come una risorsa “estrema” alla quale poter attingere: teniamo presente che oggi c’è l’ABS che lavora per noi. Concludo che la sicurezza di un qualsiasi conducente si misura anche dalla sua capacità di saper frenare correttamente!

_________________Un saluto cordiale!