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ROVIGO – Ha scosso la comunità di Scardovari e tutto il territorio del comune di Porto Tolle la scomparsa di Flavio Gibbin, 36 anni, dipendente della Regione per il servizio forestale, ex giocatore di calcio dello Scardovari, della Portotollese e Polesine Camerini.

Flavio si è spento l’altra notte alle ore 23,45 all’ospedale di Milano dove era ricoverato per curare un devastante e infido male, che lo ha colpito ai polmoni, un tumore che in un solo mese e mezzo da quando è stato diagnosticato lo ha portato via dai suoi cari.

Lascia la convivente Serena e uno splendido figlio di soli 15 mesi, che ora nella loro casa di Corbola non troveranno più una persona stupenda che sempre si è fatto volere bene da chiunque nella sua vita, dove gentilezza ed educazione erano i lati del suo carattere più apprezzati da tante persone. Lascia anche la madre Luisa che vive a Scardovari, dove probabilmente si svolgeranno venerdì i funerali.

Pochi anni fa aveva anche il padre di Flavio, Alfredo Gibbin, dirigente dello Scardovari Calcio, era morto per un male analogo. Da Scardovari ieri all’alba sono partiti in auto la madre, il cugino Simone Gibbin ex capitano dei Pescatori e l’altro compagno di squadra Luca Bortolotti per andare a Milano.

In paese la notizia si è sparsa rapidamente suscitando profondo dolore. Il direttore sportivo gialloblù Sergio Bortolotti è affranto dal dolore: «Inutile parlare di Flavio, sappiamo che persona stupenda era. Ha fatto più di dieci anni allo Scardovari crescendo nella giovanili, segnando parecchio. Era dotato di grandi doti tecniche, ma è sempre stato umile e serio». Flavio Gibbin, attaccante dotato di una buona tecnica, eccelleva nella rovesciata e nel colpo di testa, era stato lanciato in Eccellenza con lo Scardovari nel 1991/92 a soli 16 anni da Piero Carnacina. «Era uno che in campo non è che corresse tanto – spiega il guru dei vivai deltini – Però tecnicamente era dotato di un tocco sopraffino e aveva i fondamentali ben costruiti».

Ha giocato a Scardovari fino al 1994-95, allora il tecnico era Danilo Bellemo, poi è passato alla Portotollese e al Polesine Camerini. Lo ricorda così il presidente del sodalizio di allora Argentino Pavanati: «Un ragazzo squisito, gentile, affabile, mai ha creato problemi, sempre serio nel lavoro in campo». Poi racconta un simpatico aneddoto: «Nel 1997-98 con Fabrizio Zuccarin allenatore, giocavano con il Polesine Camerini a Castelmassa, in Prima categoria. Eravamo già salvi a metà classifica, e per quella trasferta non avevamo undici giocatori da schierare in campo. Prendemmo tre ragazzi in bar per fare numero, convinti di andare a prendere un sconfitta epocale, ebbene con un gol di Flavio vincemmo per 1-0, fu straordinario».

Sergio “Ricci” Pezzolato, collega e allenatore della Villanovese gli dedica la vittoria di ieri contro la capolista Boara Pisani. «Lavoravamo insieme da 16-17 anni – racconta – Fino a marzo era sempre stato presente, nessuno poteva immaginare un decorso della malattia così rapido. Ho pianto fino ad adesso e gli voglio dedicare il nostro successo 2-0». Flavio giocava attualmente nel Bosco Mesola, Prima categoria ferrarese dove aveva fatto l’ultima gara a febbraio, prima di fermarsi per il sopraggiungere del terribile male. (l.c.)

Giovedì 26 Aprile 2012 – 13:50 Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Aprile – 18:08

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