Treviso. Musulmana denuncia la famiglia dopo la fuga con il fidanzato cristiano

di Fabrizio Cibin

VENEZIA – Jutificio trasformato in un piccolo condominio a San Donà di Piave (Venezia). Nonostante la struttura sia in gran parte inagibile perchè pericolante, e completamente recintata, un gruppo di rom, di provenienza rumena, era riuscita a trovare sistemazione. Con tanto di letti, mobili e quanto necessario per trasformare la struttura in abitazione. Il tutto abusivamente. Ieri la Polizia locale ha fatto un sopralluogo, ha identificato le persone che si trovavano all’interno e avvisate che a breve la struttura sarà demolita, su ordinanza del sindaco Francesca Zaccariotto, che è anche il presidente della provincia di Venezia.

I primi avvistamenti circa due mesi fa: probabile che le prime persone fossero andate a verificare la fattibilità del “trasloco”; la comunità è andata presto aumentando, finchè una quindicina di giorni fa la proprietà, la Stella Srl, ha presentato formale denuncia. E così ieri mattina, verso le 7.30, una decina di vigili sono andati sul posto per le operazioni di rito. E si è potuto accertare che i rom avevano trovato sistemazione nell’ala più dignitosa e meglio sistemata della struttura, quella che un tempo ospitava gli uffici.

Inimmaginabili le condizioni igienico-sanitarie: i rom stavano ancora tutti dormendo e sono rimasti un po’ sorpresi dal vedere l’arrivo dei vigili. In tutto una ventina di persone, divisi in sette nuclei familiari, tra i quali anche una ragazza di 19 anni ed un bimbo di tre. Fatta eccezione per una donna, che aveva carta d’identità italiana, che aveva lavorato saltuariamente in alcune aziende, gli altri vivono per lo più di elemosine nel territorio del Sandonatese.

Nessuna reazione particolare all’arrivo degli agenti della Polizia locale, se non l’espressa preoccupazione di dove sarebbero potuti andare. Tutti sono stati denunciati per occupazione abusiva di edificio. A breve il sindaco Zaccariotto firmerà l’ordinanza che obbliga la demolizione della struttura, adottando la stessa normativa utilizzata per l’ex Enel, anche in quel caso dopo le numerose segnalazioni della presenza, all’interno, di sbandati.

Mercoledì 09 Marzo 2011 – 14:42 Ultimo aggiornamento: Giovedì 10 Marzo – 18:41

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