I Verdi italiani sono presenti nelle istituzioni pubbliche da quasi quindici anni. Negli ultimi sei, hanno progressivamente assunto incarichi di governo a tutti i livelli. Il percorso di partecipazione alle istituzioni, prima, e al governo, poi – sia nelle sedi nazionali che in quelle locali – non è stato né semplice né lineare. E’ stato il frutto di anni di aspra discussione. Per l’Italia un dato è difficilmente contestabile: la presenza dei Verdi nelle istituzioni con funzioni di governo è stata utile, forse fondamentale. Basta considerare il gap che si registra, nelle politiche di sviluppo sostenibile, tra gli ambiti dove i Verdi governano e dove governano gli altri. Il sistema dei parchi e delle aree protette, le politiche dei rifiuti, dei trasporti, dell’urbanistica, dei diritti dei cittadini, sono stati terreni di conflitto quotidiano, dove è possibile misurare le differenze. Dalle tentazioni dei condoni edilizi, presenti pur nel centro sinistra, si è finalmente passati alla prima vera campagna nazionale di demolizione delle costruzioni abusive.

Certo, non al governo comunque o a qualsiasi condizione o – peggio – incapaci di imporre alcun significativo cambiamento. Si tratta di prendere atto, piuttosto, che il governo delle complessità, proprio delle società attuali, non può limitarsi alla pur necessaria azione di denuncia e protesta: richiede, appunto, una forza politica capace di elaborare e proporre, a tutto campo, il tema di

un futuro sostenibile. Questa capacità di governo ha avuto una particolare esemplificazione alla Regione Lazio. L’azione dei Verdi al governo della Regione ha prodotti risultati sia nel campo delle riforme necessarie, che in quello della denuncia e del contrasto ai fenomeni di degrado sociale e del territorio.

Nel 1995, quando si è insediata la Giunta Badaloni, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani avveniva tutto in discarica. Oggi, sono state chiuse 93 discariche, molte delle quali abusive …

di Giuseppe Pietrobelli

VENEZIA – Rincarano gli autobus ovunque e in qualche caso si riducono le corse. È la risposta delle amministrazioni locali alla crisi. O meglio alla mazzata del governo che è cominciata un anno fa, ma i cui effetti si cominciano a sentire oggi, in maniera significativa per le tasche dei cittadini in un settore sensibile come quello dei trasporti pubblici. I numeri sono importanti. Perché a Belluno si arriva a incrementi delle tariffe del 15 per cento, a Padova del 10 per cento. Mentre a Rovigo il 9 per cento colpisce i biglietti singoli sulla rete extraurbana e il 3 per cento gli abbonamenti. Stangata anche a Venezia, mentre a Treviso l’Actt decide di intervenire sulla frequenza delle linee. Insomma, una vera cura dimagrante – con qualche rara eccezione – che ha fatto insorgere un po’ tutti.

A Venezia non è bastato un incremento da turismo estivo di due milioni e mezzo di euro per l’Actv. Un anno dopo il rincaro che aveva portato il biglietto ordinario in Terraferma da 1.10 a 1.20 euro, ecco un nuovo salto di altri 10 centesimi che fanno di Mestre la città più cara del Veneto e del Friuli. Se la Regione Veneto ha tagliato una trentina di milioni di euro, l’Actv ha avuto i trasferimenti falcidiati di 12 milioni e mezzo.

Anche a Padova era stato ventilato il biglietto a 1.30. Poi però si è deciso di soprassedere. E così sono stati colpiti gli abbonamenti con un più 9 per cento, mentre la frequenza delle corse ha subito aggiustamenti. Ma per compensare i costi delle famiglie, il biglietto-famiglia cala da 4 a 3 euro. E per chi ha tanti figli ci sono sconti a scalare, fino al quarto, che non paga nulla. Concretamente gli aumenti significano che il mensile ordinario …

È l’accusa dell’organizzazione contro le multinazionali del tabacco.

Fumo: sabotaggio all’attività Oms

Per le compagnie era la principale nemica • L’esempio più recente è del 1998 • La Philip Morris nega le accuse • Ogni anno muoiono quattro milioni di fumatori

Ginevra. Le grandi multinazionali del tabacco avrebbero condotto una “sporca guerra” per sabotare le attività dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e i suoi programmi di lotta contro il fumo. È quanto sostiene, in un voluminoso rapporto pubblicato a Ginevra, l’Oms denunciando le manovre messe a punto dalla Philip Morris e da altre aziende per infiltrare l’organizzazione, screditarla e aizzare contro di lei le altre agenzie specializzate dell’Onu, giornalisti e scienziati. «L’azione delle multinazionali del fumo», si legge nel rapporto, «è andata ben oltre il consueto lobbying: il tentativo di sabotaggio dell’Oms è stato ben finanziato, sofisticato e quasi sempre invisibile».

«Le compagnie del tabacco ritenevano che l’Oms fosse uno dei loro principali nemici», afferma lo studio evocando il piano d’azione in 26 punti, il Boca Raton Plan elaborato dalla Philip Morris alla fine degli anni 80 per lottare contro i nemici del fumo, Oms in testa. Le multinazionali hanno quasi sempre agito in modo subdolo, celandosi dietro organismi accademici o commerciali o ricorrendo a esperti e scienziati, continua il rapporto che evoca preoccupanti casi di «consulenti presso l’Oms, pagati per favorire gli interessi dell’industria del tabacco». Lo studio descrive le manovre dei produttori di sigarette per convincere i paesi poveri che il fumo era solo un problema dei paesi ricchi. E racconta i tentativi di contrapporre all’Oms le altre agenzie specializzate dell’Onu, in particolare l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura incaricata di vantare l’importanza economica della pianta del tabacco. Gli autori del rapporto citano alcuni esempi di tentativi di manipolazione. Il più recente risale al 1998 e riguarda uno studio …

VERONA – Sono ingenti i danni causati dall’incendio che a Caldiero (Verona) ha completamente distrutto il magazzino del gruppo Brendolan, che nella provincia controlla i supermercati “Famila” e “A&O;”. Due operai sono rimasti intossicati dal fumo. Per domare le fiamme sono arrivati sei mezzi dal comando provinciale di Verona dei vigili del fuoco, mentre i carabinieri sono stati impegnati a mettere in sicurezza i residenti nelle abitazioni più vicine al rogo.

Le fiamme sono partite dal surriscaldamento di una guaina. «È stata la guaina, l’incendio è partito da lì. Per fortuna non ci sono stati feriti» ha indicato Renato Brendolan. Le fiamme hanno completamente devastato uno dei due grandi depositi della Commerciale Brendolan che opera nella grande distribuzione. La violenza del rogo ha reso impossibile qualsiasi tentativo di spegnere le fiamme e tutti gli addetti sono stati costretti a fuggire. L’area interessata dal fuoco ha una superficie di 50mila metri quadrati.

Scosso il sindaco di Caldiero, Giovanni Molinaroli, ha emesso un’ordinanza di sgombero di un asilo situato alle spalle del deposito colpito dall’incendio ed è accorso subito sul luogo dell’incendio: «In questo momento davanti a questo inferno penso al signor Brendolan ed al suo gruppo che ha investito molto. Speriamo che l’incendio non metta a repentaglio posti di lavoro, è una cosa che fa venire la pelle d’oca». Il gruppo Brendolan, con sede a Belfiore, a pochi chilometri dal magazzino distrutto dalle fiamme, opera nel settore della grande distrubuzione e con i marchi Famila e A&O; è attivo in Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto-Adige, Emilia-Romagna e Toscana.

Bloccate strade e ferrovie. Sul posto sono presenti in masse le forze dell’ordine; la strada regionale 11 è stata chiusa nel tratto interessato dal rogo e la viabilità è stata deviata. L’incendio ha costretto Trenitalia a sospendere il traffico ferroviario sulla linea Milano-Venezia …

Autore: Sergio Bini in arte Bustric

Artisti: Sergio Bini in arte Bustric

Regia: Sergio Bini in arte Bustric

Sede: Milano, Teatro Franco Parenti, fino al 27 aprile. Annullate le repliche del 28, 29 e 30 aprile

di renato palazzi

Illusionista, mimo, clown, comprimario di spicco in qualche film di successo come La vita è bella di Benigni, Sergio Bini in arte Bustric prova da sempre a coniugare le risorse del varietà e delle discipline circensi con una non banale ricerca drammaturgica: in passato aveva addirittura ideato delle mini-rappresentazioni scespiriane ingegnosamente sintetizzate in piccoli esercizi di prestidigitazione, «essere o non essere» rappresentato da una pallina che appariva e spariva tra le sue dita, Otello, Desdemona e Iago rispettivamente «interpretati» da una biglia nera, una bianca e una verde in una specie di gioco dei tre bussolotti.

Con lo stesso gusto dell’invenzione astratta e surreale Bustric si accosta ora a una figura storica, quella di Napoleone, amenamente rievocato in uno scarno atto unico che riprende temi e situazioni di un suo precedente spettacolo del ’95: la vita del futuro imperatore, ossessionato dalla perdita di un bottone che lo costringe a tenere la mano sull’addome per nascondere l’asola vuota, viene raccontata a partire dal momento in cui incontra in Egitto – mentre è intento a far razzia di mummie e di piramidi – la personificazione della Gloria che lo bacia in fronte dotandolo all’istante di incongrui poteri magici, fino alla sconfitta e all’esilio di Sant’Elena.

Bustric cala Napoleone in un’eterna dimensione ludica, infantile, divertendosi a fargli il verso coi suoi piccoli trucchi e i suoi sfacciati travestimenti: si libra su un finto tappeto volante, fa spuntare buffi fuochi d’artificio dai cassetti di un mobile di scena, si trasforma in un’improbabile Giuseppina Bonaparte o in un’anonima popolana. Ma il vero clou dello spettacolo sono …

Uno sguardo al FUTURO

Pensare e prevedere quali progetti saranno realizzati con i fondi dell’Otto per Mille diventa sempre più difficile, soprattutto alla luce delle immagini inquietanti che passano ogni giorno davanti ai nostri occhi.

In Italia, la realtà sociale presenta sempre più sfaccettature e si evolve in continuazione.

Tra i vari progetti previsti per quest’anno, ancora in fase di studio, ne segnaliamo alcuni: Aiuto alle famiglie colpite dall’usura, tramite la Fondazione Adventum.

Cura degli anziani: Casa di riposo di Sciacca.

Sostegno e recupero dei giovani: progetti contro l’emarginazione e centri per la gioventù dislocati in varie sedi in tutta Italia.

Educazione e infanzia: Casa famiglia a Bari.

Prevenzione delle malattie attraverso la sensibilizzazione a uno stile di vita più corretto: Mostra della Salute.

Accoglienza disagiati e stranieri: centri di accoglienza a Milano, Genova, Roma e Palermo.

All’estero, oltre ai vari progetti di emergenza, ultimo tra tutti il Kosovo, si concentrano gli sforzi su progetti di cooperazione e sviluppo in cui non ci si limita solo ad aiutare, ma si cerca di ridare la dignità a chi l’ha persa. E soprattutto si forniscono i mezzi per migliorare la vita delle popolazioni che vivono nei paesi in via di sviluppo realizzando progetti agricoli, idrici e alimentari, di alfabetizzazione, prevenzione e cura sanitaria.

Informazioni…

Inviato da ALBARELLA il 28/09/2011 alle 18:15

Ogni tanto lo leggo, e trovo interessante la maggior parte dei vostri articoli.

Inviato da Piero il 10/09/2011 alle 09:39

Nel numero 36 del 6 settembre nel gioco “l’acqua e il vino” la soluzione è sbagliata.

Nel recipiente di acqua versiamo un bicchiere che è il 100% vino.

Nel recipiente di vino versiamo un bicchiere di “liquido” formato da acqua e vino , quindi l’acqua è minore del 100%.

I due contenitori contengono la stessa quantità ma in percentuali diverse.

Gradirei una risposta da chi ha scritto la soluzione sbagliata.

Inviato da catia martoccia il 05/09/2011 alle 12:30

pensare di inserire del cibo nella borsa termica acquistata pagando 7euro in più rispetto al prezzo del vostro giornale, sarebbe un suicidio.L’odore dell’interno della borsa è disgustoso,tipico dei materiali cinesi,perciò la prossima volta fate più attenzione ai “regali” che dispensate sulla vostra rivista,grazie.

Inviato da MARIA CATERINA il 19/08/2011 alle 11:33

un bellissimo giornale ed è da due anni che sono abbonata anche perche’ abbonandosi c’è un notevole risparmio pero’ mi arriva sempre la sett dopo che stress….saranno le poste ma allora perche’ i quotidiani arrivano sempre in tempo?

Inviato da Biffi Monica Giuseppina il 01/08/2011 alle 22:40

Ho rinnovato l’abbonamento e dopo aver riscontrato un errore (che mi hanno fatto pagare lo sconto e non l’offerta)mi trovo che non ricevo da due mesi il giornale.continuo a telefonare e da due mesi ricevo sempre la solita risposta:” Non si preoccupi tempo dieci giorni tutto sarà sistemato. Sta di fatto che da due mesi non leggo il giornale e per fortuna che non sono una nuova abbonata.Viva chi legge il giornale sull proprio conto corrente.

Inviato da Angelo il 28/06/2011 alle 19:11

Sono un italiano di 61 anni che vive in Francia da moltissmi anni. Mi …

ogni anno nel mese di ottobre si svolge la

sagra della castagna

giunta alla sua 24esima edizione. La sagra ha luogo nelle ultime tre domeniche di ottobre e ricalca nella sua dinamica le antiche feste che da sempre hanno caratterizzato questo lembo di appennino modenese. Lungo le vie del paese infatti vengono allestiti stand di degustazione e vendita di prodotti tipici locali con in testa appunto le castagne che sono prodotte in gran quantità nei boschi intorno al paese.

Sono molti quindi i piatti a base di castagne

che vengono offerti al pubblico come le frittelle, la polenta , i ciacci, le mistocche, le torte, le caldarroste. E come vuole rigorosamente la tradizione ogni singola bancarella offre pure il vin brulè. Ma si possono gustare anche altre specialità della cosiddetta cucina povera montanara come crescentine, polenta, borlenghi, gnocco fritto, funghi e miele, accanto all’immancabile pane locale preparato alla maniera antica. Fanno da contorno il mercatino dello scambio e dell’animazione hobbistica, con corredo musicale lungo le vie del paese. In contemporanea si svolge anche la quarta sagra della lumaca, con

degustazione di lumache

preparate secondo ricette locali. Sempre nel modenese, un’altra sagra della castagna è poi organizzata ancora nelle domeniche 21 e 28 ottobre a Maserno di Montese sempre sull’appennino est.

La cultura della castagna

caratterizza infatti tutta la zona perchè da sempre ha assicurato nutrimento agli abitanti della montagna. E proprio a Zocca i seccatoi o metati sono ancora visibili: si tratta di fabbricati in pietra anneriti dal fumo e dal tempo costituiti da un vano dove si alimentava il fuoco per settimane e da un graticciato in travi di legno ravvicinate su cui venivano poste ad essiccare le castagne. Nellla zona sono visibili inoltre i mulini ad acqua che anticamente servivano per trasformare le castagne secche in farina. Proprio …

VENEZIA – L’impegno artistico – con le difficoltà di fare un cinema profondo, non popolare, raccontando magari a pochi spettatori le storie contemporanee più sgradevoli – premiato con il verdetto di Venezia 68 si è trovato riflesso nella serata di chiusura della Mostra del cinema. Nessuna star da red carpet, tranne l’emergente vincitore della Coppa Volpi, il tedesco-irlandese Michael Fassbender, e tanto cinema dell’est, asiatico soprattutto ma anche russo, con il Leone d’oro al Faust di Alexander Sokurov.

Il più felice nella rinnovata Sala Grande del Palazzo del cinema, riportata agli antichi colori e arredi del Ventennio, con un pezzo di vecchio parquet regalato all’ingresso come ricordo al pubblico, è stato Emanuele Crialese, il regista di Terraferma, che ha avuto il premio speciale della giuria, il terzo nel palmares dei premi a Venezia, richiamato nel pomeriggio in tutta fretta. «Mi sento una persona molto fortunata e privilegiata», ha detto Emanuele Crialese, regista di Terraferma, mostrando tutta la gioia per aver vinto il premio speciale della Giuria. «Ero ieri a Lampedusa e non potevo pensare di tornare, ringrazio il direttore Marco Mueller, i pescatori e gli uomini di mare, tutti gli abitanti delle isole Linosa e Lampedusa per avermi insegnato – ha proseguito Crialese sul palco – a guardare oltre orizzonti spesso un po’ stretti. Loro mi hanno sempre sostenuto e aiutato». Il regista di Terraferma, che ha baciato tutta la giuria, ha ringraziato anche Rai Cinema «per la totale libertà» e il produttore della Cattleya Riccardo Tozzi «che ha soffiato sulla vela di una barca che ha rischiato di perdere la rotta».

Michael Fassbender, che pure con l’interpretazione di Shame di Steve McQueen, ha senza dubbio meritato la Coppa Volpi, ha sentito di dovere ringraziare «i tanti talenti che sono stati qui quest’anno, in particolare Gary Oldman un mio eroe». …

Oggetto: Frenare (3) : tecniche di frenata su superfici differenti

Come già anticipato nei topic sulla frenata nella sezione “Educazione stradale”, cercherò di spiegare alcune tecniche che ho appreso circa 10 anni fa (quando i corsi di guida non erano così tecnici e specialistici, e, soprattutto, quando le vetture con ABS non erano così diffuse) e che servono a ridurre, se correttamente applicate, lo spazio di frenata (per vetture prive di ABS) senza perdere il controllo del veicolo. Mi rendo conto della potenziale pericolosità di alcune manovre e ne raccomando pertanto l’utilizzo, a mò di esercitazione e con una certa gradualità, solo in appositi spazi chiusi al traffico e possibilmente con la supervisione di un guidatore più esperto.

Supporremo di dover frenare in presenza di un eventuale ostacolo, avendo a disposizione tutto lo spazio per farlo, che la nostra vettura non abbia l’ABS e che l’obiettivo sia quello di ridurre al minimo lo spazio di frenata (calcolato dall’istante in cui i freni comincino ad attaccare). Esporremo tre tecniche di frenata differenti:

FRENATA STACCATA AL LIMITE SU ASFALTO O CEMENTO

Quando la strada è asfaltata o anche solo cementata, asciutta o bagnata che sia, ma offre un buon coefficiente di attrito, questa è la tecnica da applicare, poiché permette di arrestarsi nello spazio più breve possibile. La frenata al limite (ben conosciuta dai pistaioli e chiamata frenata morbida) consiste nel premere il pedale del freno sino, e non oltre, il punto esatto che precede il bloccaggio delle ruote. Non è semplice da mettere in pratica: il principio consiste nel rallentare al massimo e gradualmente la rotazione delle ruote senza farle slittare. Quando saremo padroni della tecnica corretta (con gradualità e per velocità man mano crescenti) ed avremo raggiunto questo limite di aderenza, manterremo il piede nella posizione ascoltando un leggerissimo “sussurro” …

Inviato da Sergio Stagnaro il 17/11/2011 alle 06:50

Ieri, in TuttoScienze de La Stampa, pag 33, 16 Nov., articolo firmato da Daniele Banfi, ho letto che il Premio Nobel , Harald zur Hausen oncologo, vuole vaccinare contro l’HPV TUTTE le donne. Nessuno dei due nominati conoscono il Terreno Oncologico! Dal sito del NEJM27udm:http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp1112191?query=featured_hematology-oncology#t=comments

PSA Evaluation only in presence of Prostate Oncological Inherited Real Risk.

To ascertain PSA in all men, without knowing prostate cancer Inherited Real Risk, is neither scientific nor useful.

Inviato da Sergio Stagnaro il 24/10/2011 alle 13:27

La troppa informazione uccide l’informazione. Primo esempio: se si chiede a Google.com “Oncologgical Terrain” si ottengono 860.000 risposte. Quanti in Italia sono informati sul Terreno Oncologico? Secondo esempio: esiste un generale consenso sul fatto che il cancro è una epidemia in aumento. Quanti però sanno che esiste la “reale” possibilità di ricnoscere alla nascita il Reale Rischio Congenito di cancro e guarirlo con medicine NON-COSTOSE?

Domandiamoci il perché di una informazione malata.

Inviato da Luciano De Marinis il 03/10/2011 alle 19:36

Sono un medico dentista della provincia di Campobasso iscritto all%u2019Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Campobasso dal 27/05/1987 che è giunto,purtroppo,ad una drastica decisione: USCIRE DALL%u2019ORDINE . Il motivo è squisitamente ETICO in quanto sono in grado di dimostrare come la giurisprudenza italiana giustifica e legittima l%u2019eutanasia passiva (vd. sentenza n°30328 del 10/7/2002 della Corte di Cassazione!!)

Inviato da anna maria il 05/06/2011 alle 18:01

PRESIDENTE NAPOLITANO!!!!!! DAVANTI ALLA SUA ABITAZIONE C’E’ UN UOMO,UN SERVITORE DELLO STATO FABRIZIO ADORNATO MARESCIALLO DEI CC CHE SI STA LASCIANDO MORIRE DI FAME PER COLPA DI UNA LEGGE CHE NON LE PERMETTE DI ESSERE PADRE!!!! QUEST’UOMO CHIEDE SOLO DI AVERE UN ATTIMO DEL SUO TEMPO PER PARLARE DELLA SUA SITUAZIONE,, LO RICEVA CI DIMOSRTI CHE SIAMO DAVVERO IN UN …

BIOTECNOLOGIE E BREVETTI IN EUROPA

Intervento di Kober: brevetti biotech concessi dall’UEB in conformità con la normativa vigente

In seguito ai recenti dibattiti nei quali le complesse questioni sollevate dalle biotecnologie in Europa sono state riportate dai media quasi esclusivamente quali problemi riguardanti i brevetti sulle biotecnologie, il Presidente dell’Ufficio europeo dei brevetti (UEB) Ingo Kober è intervenuto con un comunicato stampa il 27 giugno 2000 per rettificare alcune informazioni errate che ne sono derivate. In particolare Kober ha voluto fare chiarezza sulle effettive modalità in base alle quali l’UEB svolge la sua attività, le quali sono state specificamente oggetto di una errata informazione.

L’idea che in Europa non esistano basi normative per concedere brevetti per invenzioni biotecnologiche, o che l’UEB insieme al brevetto conceda la propria approvazione alla tecnologia oggetto del brevetto stesso, che l’ammissione di errore da parte dell’UEB si traduca in abituale trasgressione contro un tabù, e che l’UEB abbia un interesse economico nel concedere brevetti europei, sono le informazioni erronee circolate recentemente che Kober ha autorevolmente confutato.

Kober ha sottolineato innanzitutto che le attività dell’UEB nel campo dei brevetti biotecnologici sono basate esclusivamente sulla normativa esistente (Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) e Direttiva 98/44 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, così come è stata incorporata nel regolamento di attuazione della CBE), e che tale normativa non contiene alcun principio che escluda la materia vivente dalla brevettabilità, in linea con una lunga tradizione europea in questo campo (Kober si è riferito esplicitamente alla sentenza tedesca sulla “colomba rossa” del 1969).

Il Presidente ha inoltre ricordato che l’UEB ha sempre prestato un’attenzione particolare ai problemi etici (nel 1998 una circolare richiamava l’attenzione degli esaminatori sulla questione) e che in ogni caso le attività dell’UEB sono soggette ad un sistema di controlli che consiste nelle procedure di opposizione e …

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“Ragazzi della terra di nessuno”

Libro di G.Solino a Polignano a mare

Cultura

14.07.09 Caserta – Il Dirigente della Provincia Gianni Solino a Polignano a mare per l’ottava edizione del Premio Letterario “Il libro possibile” – il romanzo “ragazzi della terra di nessuno” di G. Solino, suscita interesse e consenso in molte realtà nazionali -. Pubblicato di recente dalle edizioni “la Meridiana” il breve ma avvincente romanzo parzialmente autobiografico, di Gianni Solino, continua un suo percorso privilegiato iniziato da subito per la particolarità del tema su cui poi si sviluppano i racconti ovvero le “storie” di alcuni ragazzi nati e cresciuti nell’agro aversano, in quella fascia di territorio che comprende, senza soluzione di continuità, Casal di Principe, Villa di Briano, San Cipriano e Casapesenna per giungere alla fascia costiera con Villa Literno e Castevolturno. Sono tutte storie di ordinario degrado socio culturale e di deriva malavitosa, l’endemica patologia di quel territorio che tutto travolge ed assimila, oggi come negli anni raccontati, e che tanto clamore e sdegno ha suscitato e suscita, in questi ultimi anni, nell’opinione pubblica nazionale. Solino non condanna ma neanche assolve, nato e vissuto egli stesso in quelle realtà, si limita a raccontare le esperienze di alcuni di questi giovani, il loro impatto con la malavita organizzata e con un assetto sociale, in special modo negli anni ottanta, più propenso ad accettare l’ordine camorristico che non le regole imposte dalla società civile, dalle leggi dello Stato, uno Stato lontano, per certi versi assente, sicuramente “distratto” rispetto al bisogno di lavoro e di opportunità dei giovani, inevitabilmente attratti dalle prospettive di crescita economica e di rispetto sociale offerte dalla malavita organizzata.

Il tema della Camorra, quindi, narrato sul filo di ricordi personali, …

Attualità

15 nuove licenze entro poche settimane; altre 9 tra qualche mese, quando la sosta alla Mediopadana diventerà a pagamento e sarà conveniente utilizzare mezzi alternativi. Un compromesso che pare rendere tutti soddisfatti: sia il Comune di Reggio, che ha inserito l’aumento di taxi in circolazione nel piano ambientale 2016, sia il consorzio dei tassisti che chiedeva che l’iniezione di nuovi mezzi fosse diluita nel tempo per poter vedere come risponde il mercato.

La commissione consultiva taxi si è riunita nella sede dell’Agenzia per la Mobilità, e sarà proprio lìagenzia, dopo il passaggio in consiglio comunale in programma per il 4 aprile, a dare il via all’iter burocratico che sfocerà nell’emissione del bando per 24 licenze con il rilascio immediato di 15. All’incontro, oltre all’assessore alla mobilità Mirco Tutino, hanno partecipato rappresentanti tecnici del Comune e della provincia, oltre alle associazioni di categoria, alla presidente del consorzio tassisti reggiani Donatella Rota e al segretario dell’Uritaxi Fabrizio Bigi.

Il rilascio di nuove licenze, chiesto da un paio d’anni a questa parte anche dagli stessi taxisti, è stato deciso soprattutto per potenziare il servizio alla stazione Mediopadana. ‘Dopo 20 anni – diceTutino – i taxi aumenteranno. Abbiamo raggiunto questo risultato con un accordo nato tra tutte le parti in causa e questa è una buona notizia’. Attualmente i mezzi in circolazione su tutto il territorio reggiano sono 36. ‘Comincia l’adeguamento dell’offerta di trasporto non di linea che andrà a compimento nel 2020’ dice il presidente della provincia Giammaria Manghi.

A breve verrà decisio se le licenze saranno a pagamento e quanto costeranno. Nell’assegnazione verranno favoriti donne, giovani, disoccupati, titolari fasce Isee basse e possessori di auto elettriche. Il consorzio ha stabilito che, qualora le licenze vengano vendute, il 20% circa dell’introito che per legge spetta ai taxisti verrebbe investito in convenzioni e …

Il Festival Euro Mediterraneo

Musica, danza e teatro in luoghi di impareggiabile suggestione. Dal 28 giugno al 3 agosto, la terza edizione del Festival Euro Mediterraneo porterà quaranta spettacoli nello splendido scenario di Villa Adriana a Tivoli, al Teatro Romano di Ostia Antica e al Teatro Argentina di Roma. In programma, fra gli altri appuntamenti, la prima rappresentazione nella capitale di Candide di Leonard Bernstein, la ripresa del Don Giovanni di Mozart, la prima esecuzione italiana dell’opera Safho di Charles Gounod con la partecipazione del soprano Montserrat Caballé, un gala dedicato al ricordo di Rudolph Nureyev, direttori d’orchestra come Lorin Maazel e Zubin Mehta ma anche spettacoli di danza con il New York City Ballet, Maximiliano Guerra e Carla Facci.

La rassegna si aprirà sabato 28 giugno al Teatro Argentina con Candide (in scena fino al 3 luglio), opera comica in due atti scritta nel 1956 da Leonard Bernstein ispirandosi a Candide ou l’optimisme di Voltaire. Regia, scene e i costumi saranno curati da Enrico Castiglione e la coreografia da Nilas Martins, mentre la direzione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale di Malta sarà affidata a John De Main. Il 4 e 5 Luglio le Grandi Terme di Villa Adriana a Tivoli ospiteranno il New York City Ballet. Nella prima delle due serate, l’ensemble si cimenterà in Davidsbundletanz di George Balanchine, coreografia mai eseguita fuori dagli Stati Uniti e proposta nel ventennale della morte del suo autore. Il giorno seguente si terrà invece il George Balanchine Gala, durante il quale si esibiranno nomi storici della compagnia come Jock Soto, Miranda Weese, Nilas Martins e Peter Boal.

Sempre a Villa Adriana, il 9 luglio andrà in scena un grande appuntamento con la musica sinfonica: Zubin Mehta dirigerà l’ Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nell’esecuzione di Rosamunde Ouverture di Franz Schubert, Romeo e Giulietta di …